Ciclone bomba: a New York corsa al cibo. Iceberg a Boston

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 gennaio 2018 10:11 | Ultimo aggiornamento: 5 gennaio 2018 10:11
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Ciclone bomba: a New York corsa al cibo. Iceberg a Boston

ROMA – Ciclone bomba: a New York corsa al cibo. Iceberg a Boston. Neve, gelo e venti con velocità da uragano: è il ‘ciclone bomba’, la tempesta che si sta abbattendo in queste ore sulla costa orientale degli Stati Uniti, già da quasi una settimana nella morsa del freddo (che ha causato 17 morti in tutto il paese). In tredici Stati, dalla South Carolina al Maine, è stata emessa l’allerta per la bufera, e i governatori di Georgia, North Carolina e Virginia hanno dichiarato lo stato di emergenza.

A Boston si posso no leggere cartelli degni di un villaggio del circolare polare artico: “Non sostate sugli iceberg che fluttuano per le strade”, avverte il National Weather Service rivolgendosi ai cittadini del Massachusetts. La città e altri centri costieri sono invasi da lastroni di ghiaccio, veri e propri muri, che galleggiano per le strade.

Il governatore di New York, Andrew Cuomo, ha proclamato l’emergenza nella zona meridionale dello stato, inclusa la contea di Westchester, New York City e Long Island. Gli americani interessati sono oltre 58 milioni e più di 13 milioni sono sotto l’allarme per la tempesta. In tilt gli aeroporti nel nord-est, con già oltre 3.600 voli cancellati, secondo FlightAware. Molte altre cancellazioni sono attese nelle prossime ore.

Allo scalo internazionale ‘Jfk’ di New York sono stati sospesi tutti i voli: l’aeroporto è stato chiuso per ore a partire da metà mattina. Al ‘La Guardia’ sono invece rimasti a terra il 95% dei voli e il 75% al ‘Newark Liberty’, in New Jersey. Mentre American Airlines ha sospeso tutte le partenze da Boston. Più di 77 mila utenti inoltre sono rimasti senza elettricità in diversi stati, in particolare in Virginia, Nord Carolina e Georgia.

Percorrendo il Willis Avenue Bridge sull’East River si arriva a Manhattan, dove è in corso l’assalto ai supermercati. Alla riapertura all’alba gli scaffali sono semivuoti. «Questa volta sembra fare sul serio»: Mario fa il portiere in un condominio sulla 73ª da oltre venti anni e di neve ne ha spalata a quintali per liberare il marciapiede antistante al grande cancello in ottone. (Francesco Semprini, La Stampa)

Il Weather Service è particolarmente preoccupato per la possibilità di blackout nel New England, dove alla bufera seguiranno temperature artiche. Nella Grande Mela, così come in moltissime altre città della regione, inclusa Boston, le scuole sono rimaste chiuse, e le autorità hanno invitato i cittadini a non mettersi al volante se non necessario, ma a utilizzare i mezzi pubblici. Amtrak ha ridotto al minimo il servizio ferroviario tra New York e Boston e cancellato i treni tra Washington DC e la Virginia.

A Savannah, in Georgia, sono deragliate tre carrozze del convoglio sulla rotta da Miami a New York, ma non ci sono stati feriti tra i 300 passeggeri. Secondo il meteorologo di Weather Channel, Jon Erdman, si tratta di una delle bufere più potenti mai viste sulla costa est degli Usa, una sorta di uragano invernale.

Il pericolo infatti non è soltanto costituito dalla neve, ma anche dai fortissimi venti e dalle temperature gelide. In alcune zone di Long Island la visibilità è prossima allo zero. Secondo gli esperti, tuttavia, il peggio potrebbe arrivare domani e sabato, quando la colonnina di mercurio scenderà ancora: a New York sono attese temperature intorno ai -20 gradi centigradi. Anche nel nord della Florida sono state registrate le temperature più basse da parecchi anni a questa parte, e nella capitale Tallahassee si tratta della prima nevicata significativa dal 1989.

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