Foreign Policy: l’Isis prepara arma batteriologica con peste bubbonica

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Agosto 2014 19:36 | Ultimo aggiornamento: 29 Agosto 2014 19:36
Foreign Policy: l'Isis prepara arma batteriologica con peste bubbonica

Foreign Policy: l’Isis prepara arma batteriologica con peste bubbonica

ROMA – L’Isis starebbe preparando un’arma batteriologica con un ceppo di peste bubbonica che starebbe sviluppando e stoccando nei suoi laboratori. A dirlo è Foreign Policy, la rivista bimestrale di Politica Internazionale del Washington Post.

Due redattori di Foreign Policy hanno incontrato nel nord della Siria il comandante di un gruppo ribelle di quelli non islamisti. Il suo nome è Abu Ali e a febbraio si è scontrato con i jihadisti di Isis. A comando di un battaglione, dopo combattimenti durati giorni, Abu Ali è riuscito ad accerchiare un gruppo di miliziani del Califfato che si erano asserragliati in un palazzo, dove hanno resistito per una settimana. Poi sono scappati, lasciando armi, munizioni e un computer.

Nei 35.347 file raccolti in 2.367 cartelle contenuti nel pc c’è materiale ideologico e propagandistico, ma anche manuali di guerriglia e di spionaggio e istruzioni pratiche per costruire armi batteriologiche. Quanto questo sia materiale accumulato in vista di un utilizzo eventuale e quanto sia un progetto in atto e quindi una minaccia reale nessuno per ora può dirlo. Traduce lHuffington Post:

“L’ho subito preso e l’ho aperto”, racconta Abu Ali. “Pensavo che fosse rotto o guasto. In realtà era perfettamente funzionante. Ho cercato tra le risorse ma erano vuote. L’ho comunque conservato e portato via. Con alcuni compagni più esperti di informatica abbiamo iniziato a navigare sull’hard disk e senza neanche ricorrere ad una password siamo riusciti ad entrare e scovare una montagna di file: ce n’erano 35.347 suddivisi in 2.367 cartelle”.

I due giornalisti li hanno copiati su un disco rigido e li hanno portati fuori dal paese. I file racchiudevano documenti in francese, inglese e arabo. La maggioranza raccoglieva materiale ideologico, discorsi religiosi, sermoni di imam ma anche manuali su come costruire bombe, rubare automobili, lezioni su come travestirsi per evitare di essere arrestati durante gli spostamenti da una città all’altra e viaggi all’estero.

Per decine di ore i due giornalisti hanno scavato nella memoria del pc e alla fine si sono resi conto che tra quel materiale c’erano indicazioni molti più importanti e inquietanti. Molti file contenevano lezioni pratiche per la costruzione di ordigni batteriologici in vista di un potenziale attacco che, se portato a termine, potrebbe avere effetti sconvolgenti in tutto il mondo.

Dagli stessi file, i due colleghi sono riusciti a risalire anche al nome del proprietario del lap top: è un cittadino tunisino, Muhammed S. Una serie di telefonate e di visite in Tunisia hanno consentito di raccogliere altre informazioni sull’identità dello jihadista. Si sa che Muhammed ha studiato chimica e fisica in due università a nord est del paese nordafricano. La circostanza è stata confermata dalla segreteria dei due atenei che non avevano più notizie sull’uomo dalla fine del 2011.