“La Francia dietro la morte di Gheddafi. Assad l’ha ‘ceduto’ a Sarkozy”

Pubblicato il 29 settembre 2012 14:13 | Ultimo aggiornamento: 29 settembre 2012 14:42

TRIPOLI – Ci sarebbe un agente segreto francese dietro la cattura e l’uccisione di Muammar Gheddafi. O meglio, ci sarebbe la Francia di Nicolas Sarkozy. Secondo quanto pubblicato da Lorenzo Cremonesi per il Corriere della Sera, che cita fonti diplomatiche in Libia, a volere la morte del rais sarebbe stato soprattutto l’ex presidente francese Nicolas Sarkozy che non ha mai nascosto un certo interesse per i giacimenti di petrolio libici. “Aiutato” da quello siriano Assad in cambio di una minore pressione internazionale sulla guerra siriana. Ecco cosa scrive il quotidiano milanese che scrive di aver avuto conferme da Muhamoud Jibril, ex premier del governo transitorio e al momento in lizza per la guida del Paese dopo le elezioni parlamentari del 7 luglio:

Il ragionamento è noto. Fin dall’inizio del sostegno Nato alla rivoluzione, fortemente voluto dal governo di Nicolas Sarkozy, Gheddafi minacciò apertamente di rivelare i dettagli dei suoi rapporti con l’ex presidente francese, compresi i milioni di dollari versati per finanziare la sua candidatura e la campagna alle elezioni del 2007. «Sarkozy aveva tutti i motivi per cercare di far tacere il Colonnello e il più rapidamente possibile», ci hanno ripetuto ieri fonti diplomatiche europee a Tripoli.

A ottobre scorso, poco prima dell’uccisione avvenuta il 20 ottobre, i francesi sanno prima di tutti che Gheddafi si nasconde a Sirte. Ecco cosa dice al Corriere Rami El Obeidi, ex responsabile per i rapporti con le agenzie di informazioni straniere per conto del Consiglio Nazionale Transitorio (l’ex organismo di autogoverno dei rivoluzionari libici):

«Qui il rais cercò di comunicare tramite il suo satellitare Iridium con una serie di fedelissimi fuggiti in Siria sotto la protezione di Bashar Assad. Tra loro c’era anche il suo delfino per la propaganda televisiva, Yusuf Shakir (oggi sarebbe sano e salvo in incognito a Praga). E fu proprio il presidente siriano a passare il numero del satellitare di Gheddafi agli 007 francesi. In cambio Assad avrebbe ottenuto da Parigi la promessa di limitare le pressioni internazionali sulla Siria per cessare la repressione contro la popolazione in rivolta.

Questa tesi è rafforzata dalle rivelazioni raccolte dal “Corriere” tre giorni fa a Bengasi. Qui Rami El Obeidi, ex responsabile per i rapporti con le agenzie di informazioni straniere per conto del Consiglio Nazionale Transitorio (l’ex organismo di autogoverno dei rivoluzionari libici) sino alle metà del 2011, ci ha raccontato le sue conoscenze sulle modalità che permisero alla Nato di individuare il luogo dove si era nascosto il Colonnello dopo la liberazione di Tripoli per mano dei rivoluzionari tra il 20 e 23 agosto 2011.