Google, Amazon e Starbucks rispondono alla PAC per “presunta evasione fiscale”

Pubblicato il 12 Novembre 2012 19:40 | Ultimo aggiornamento: 12 Novembre 2012 19:40

(Credits: Daily Mail)

LONDRA – I dirigenti di Google, Amazon e Starbucks dovranno rispondere alle domande dei legislatori britannici, perché accusati di non pagare la loro giusta quota di tasse nazionali.Per questo lunedì pomeriggio il Ceo di Google Uk Matt Brittin, Andrew Cecil di Amazon e il Cfo di Starbuck Troy Alstead saranno uditi dalla PAC, la Public Accounts Committee (PAC), ovvero la Commissione che è responsabile della supervisione delle finanze pubbliche.

In gioco c’è un’evidente discrepanza tra i profitti globali che le tre imprese maturano e le imposte da queste pagate nel Regno Unito. Google ad esempio, ha riferito di aver realizzato 4 miliardi di dollari di vendite in Gran Bretagna nel 2011, ma di aver pagato soltanto 1.300.000 sterline, ovvero 2,1 milioni di dollari in tasse, grazie al fatto che fa passare tutti i profitti non Usa attraverso la sua controllata irlandese.

Strategia simile sarebbe stata adottata anche da Amazon, per mantenere la fascia di imposta piu bassa, incanalando le vendite in Europa attraverso una controllata con sede in Lussemburgo. Lo scorso anno il più grande rivenditore di libri online han realizzato un volume d’affari di circa 5,3 miliardi di dollari sui quali ha pagato scarsi 1,6 milioni in tasse.

Finora però non ci sono dati certi sulle presunte evasioni fiscali messe in atto dai tre colossi, anche se l’audizione parlamentare suggerisce che nei piani del governo ci sia l’idea di mettere mano a cambiamenti strutturali nel Codice Fiscale, specie in un periodo di austerità come quello attuale. Certo la notizia non è stata particolarmente gradita tra la popolazione tra la quale il malcontento serpeggia.