Imu-Chiesa: “Papa non parlava di Roma ma ai portoghesi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Settembre 2015 11:56 | Ultimo aggiornamento: 15 Settembre 2015 12:34
Imu-Chiesa, orecchie da mercante: Papa parlava ai portoghesi

Imu-Chiesa, orecchie da mercante: Papa parlava ai portoghesi

ROMA – Su tasse e immobili della Chiesa c’è chi nella stessa Chiesa fa orecchie da mercante alle parole inequivocabili di Papa Francesco. Ha detto, il papa, che se i conventi funzionano come hotel, devono pagare le tasse altrimenti “non è un business pulito”. Lo ha detto alla radio portoghese: tanto è bastato al direttore dell’Avvenire, il giornale dei vescovi, per sostenere che Papa Francesco non ce l’aveva con gli alberghi dei pellegrini a Roma e in Italia, ma appunto stava parlando alle orecchie dei portoghesi.

Alle orecchie di Marco Tarquinio, il direttore di Avvenire, quel richiamo papale, quella esortazione non è giunta, per lui in Italia una questione Imu-immobili della Chiesa non esiste, forse non è mai esistita. Fa orecchie da mercante, che poi proprio l’ossessione e la pervasività del denaro era il tema più generale affrontato da Francesco. Tarquinio – si immagina con i vescovi suoi editori di riferimento – lo ribadisce al Corriere della Sera sollecitato da Virginia Piccolillo sulle parole del papa:

“Le parole del Papa non erano rivolte all’Italia. Noi questo problema lo abbiamo chiuso: le attività a fini di lucro devono pagare. E la frase del Papa è quella detta e ripetuta dal cardinal Bagnasco”. E il contenzioso? “Ogni volta che è stato contestato un caso specifico dai radicali abbiamo dimostrato sul nostro giornale che l’Ici era stata pagata, addirittura pubblicando i bollettini. Se poi la questione è tassare il no-profit è un altro discorso”. Ma allora il Papa a chi si rivolgeva? “Era in Portogallo, parlava ai portoghesi” è la risposta di Tarquinio. (Virginia Piccolillo, Corriere della Sera).

Per chi viva in Portogallo e non conosca la situazione italiana ricordiamo qualche dato: su 300 strutture di accoglienza possedute da 246 enti religiosi censite tra il 2012 e il 2015, il 40% non ha mai pagato l’Imu, il 40% l’ha pagata in modo regolare, il 20% una volta sì una no, a discrezione.