Io, Stan, italiano e fascista vi racconto il battaglione Azov in Ucraina

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 settembre 2014 15:27 | Ultimo aggiornamento: 15 settembre 2014 16:55
I volontari del battaglione Azov (foto Ansa)

I volontari del battaglione Azov (foto Ansa)

KIEV – Nome di battaglia Stan: 52 anni, piemontese, moglie e figli che non vede da tempo e una seconda vita tra le trincee del Donbass come volontario per la difesa di Kiev dall’avanzata dei filorussi.

Nella prima vita, quella in Italia, Stan militava in Avanguardia Nazionale: “Sognavo un giorno di prendere parte a una vera rivoluzione patriottica. Questa è la mia ultima opportunità per farlo: come potevo lasciarmela sfuggire?”

Così Stan oggi, nella seconda vita, è diventato un volontario del battaglione Azov le cui insegne cosparse di rune sventolano da settimane alle porte di Donetsk.

In Ucraina Stan c’è finito per caso durante una trasferta di lavoro, poi ha aderito alle formazioni di Pravy Sektor, l’estrema destra ucraina.

Questa la testimonianza di Stan riportata dalla Stampa. Nello stesso giorno Barbara Spinelli ha scritto una lettera al quotidiano piemontese parlando degli “strabismi occidentali nella guerra in Ucraina”.

L’informazione occidentale, secondo Barbara Spinelli, si rifiuta di prendere atto che Kiev si avvale di milizie di estrema destra inserite nei propri apparati militari:

“L’Unione – scrive Barbara Spinelli – deve prendere atto che la strategia di Kiev si avvale di milizie d’estrema destra, inserite nei propri apparati militari. Il caso più lampante è il battaglione Azov, armata neonazista che risponde direttamente al ministero dell’Interno. Su questa devianza tacciono l’Europa, gli Usa, la stampa mainstream”.