Isis rivendica agguato a Don Piero Parolari in Bangladesh

di redazione Blitz
Pubblicato il 19 Novembre 2015 16:05 | Ultimo aggiornamento: 19 Novembre 2015 16:05
Isis rivendica agguato a Don Piero Parolari in Bangladesh

Isis rivendica agguato a Don Piero Parolari in Bangladesh

DACCA – L’agguato a Don Piero Parolari, missionario italiano in Bangladesh, è opera dello Stato Islamico. Lo fa sapere su Twitter Rita Katz, direttrice del Site, il gruppo di intelligence che monitora le comunicazioni dei jihadisti sul web. Il religioso, che ha 50 anni e da 30 opera nella città di Dinajpur, nel nord del Paese, è stato ferito gravemente mercoledì mentre in bicicletta si recava a lavoro in ospedale. Parolari è il terzo straniero il cui attacco è stato rivendicato dall’Isis in Bangladesh, dove di recente è aumentata la violenza di matrice islamica contro blogger, pensatori laici, stranieri e minoranze religiose. Prima di lui, quello contro il cooperante italiano Cesare Tavella e il giapponese Hoshi Kunio.

Padre Piero Parolari è un medico missionario del Pime (Pontificio istituto missioni estere) è stato colpito alla testa e al collo da alcuni proiettili sparati da una distanza ravvicinata da tre uomini giunti a bordo di una motocicletta. Ma i medici che lo hanno soccorso hanno successivamente riferito che potrebbe essere stato accoltellato alla testa, dal momento che “non hanno trovato alcun oggetto metallico nel suo corpo”. Le sue condizioni per ora sono stabili e secondo i medici sarebbe fuori pericolo di vita. Dopo aver subito un intervento chirurgico è stato trasferito nel pomeriggio in elicottero a Dacca e ricoverato all’ospedale Bangabandhu Sheikh Mujib Medical University.

L’Unità di crisi della Farnesina e l’ambasciata d’Italia nella capitale lo stanno assistendo e sono in contatto con la famiglia. Parolari, lecchese di 64 anni, è noto per la sua attività nel campo sanitario, in particolare per quanto riguarda la cura dei malati di tubercolosi. Prima di diventare missionario nel 1985, si era laureato in medicina. Esercitava ancora la professione recandosi tutti i giorni in bicicletta dalla sua parrocchia di Suihari all’ospedale St.Vincent gestito dalla diocesi.

Si tratta del secondo religioso a essere colpito in poco più di un mese. Il 5 ottobre un prete battista bengalese, Luke Sarkar, era riuscito a fuggire dopo essere stato accoltellato da alcuni uomini entrati nella sua chiesa a Pabna con un pretesto. Dalle cronache locali, emerge che di recente alcuni pastori protestanti a Dacca avevano ricevuto minacce di morte da parte dei fondamentalisti. Ma va ricordato che alla base di queste tensioni ci sono spesso dei motivi economici. In un villaggio tribale nello stesso distretto, lo scorso gennaio, la minoranza cristiana era stata attaccata dai mussulmani a causa di una disputa su dei terreni.

Ma Padre Parolari è anche il terzo straniero vittima di un agguato dopo Cesare Tavella, il cooperante ucciso il 28 settembre con tre colpi di pistola alle spalle su un marciapiede di Dacca mentre andava a fare jogging e il giapponese Kunio Hoshi assassinato il 3 ottobre nel distretto settentrionale di Rangpur.

Entrambi gli attacchi sarebbero stati rivendicati dall’Isis secondo il website americano Site, ma le indagini della polizia bengalese lo hanno categoricamente escluso. Secondo le autorità di Dacca, l’omicidio di Tavella sarebbe stato ordinato da un leader del Partito nazionalista del Bangladesh (Bnp), che guida l’opposizione e che ha legami con i partiti islamici, allo scopo di destabilizzare il Paese.