Jamal Khashoggi, un amico: “Ucciso perché sapeva troppo su corruzione famiglia reale saudita”

di redazione Blitz
Pubblicato il 16 ottobre 2018 5:39 | Ultimo aggiornamento: 16 ottobre 2018 0:30
Jamal Khashoggi

Jamal Khashoggi, proteste ad Instanbul per la sua morte (foto Ansa)

ISTANBUL – Jamal Khashoggi, il giornalista saudita scomparso lo scorso 2 ottobre a Istanbul, sapeva troppo sul conto della famiglia reale? Un suo amico, il politologo Asiem El Difraoui, sostiene che fosse in possesso di uno scoop sulla “corruzione, la politica interna e legami con gli estremisti” della famiglia reale.

La Turchia sostiene che l’editorialista del Washington Post sia stato ucciso all’interno del consolato saudita a Istanbul, e le autorità turche hanno riferito di aver ottenuto registrazioni audio e video del presunto omicidio. Gli editoriali di Khashoggi, dissidente e critico del regno, non rappresentavano una grave minaccia per il governo saudita, ma i suoi legami con l’agenzia d’intelligence del paese gli avrebbero consentito di avere molte informazioni, ha dichiarato El Difraoui al quotidiano tedesco Die Welt.

“I sauditi possiedono metà dei media arabi internazionali. Come giornalista e attivista Khashoggi potrebbe essere stato una spina nel fianco, ma non una vera minaccia. Ma Khashoggi sapeva molto, troppo”.

Alla domanda su ciò che Khashoggi avrebbe potuto sapere, ha citato la corruzione, i possibili legami con l’estremismo e “le dispute interne e gli illeciti della famiglia reale”, scrive il Daily Mail.
El Difraoui ha dichiarato di aver conosciuto Khashoggi durante l’invasione dell’Iraq nel 2003 e di essere rimasto un contatto negli anni successivi.

Ha inoltre detto che negli anni ’90 Khashoggi ha incontrato Osama bin Laden e cercato di persuadere il leader di al-Qaeda ad abbandonare le attività militanti.
Khashoggi simpatizzava per i Fratelli Musulmani, la riteneva una forma di islamismo più moderata e democratica, secondo quanto riferito da El Difraoui.

Il Regno Unito, la Francia e la Germania hanno richiesto all’Arabia Saudita una “risposta completa e dettagliata” sulla scomparsa del giornalista del Washington Post. Se le autorità dovessero confermare che dietro la scomparsa di Khashoggi c’è l’Arabia Saudita, anche il presidente Trump ha annunciato una “punizione severa”. Il governo saudita ha respinto le accuse definendole “infondate”.