Yemen, combattimenti tra Al Qaeda ed esercito: morti due terroristi

Pubblicato il 4 Gennaio 2010 9:11 | Ultimo aggiornamento: 4 Gennaio 2010 18:12

Almeno due militanti di Al Qaeda sono stati uccisi e un altro è rimasto ferito nello Yemen. I due sono morti durante scontri a fuoco scoppiati tra alcuni gruppi di terroristi e l’esercito yemenita.

Le due vittime sono un figlio e un nipote di Mohammad Ahmed al-Hang, un uomo ricercato dalla polizia. Nella sparatoria sono rimaste ferite anche tre guardie del corpo di al-Hang, che è invece riuscito a fuggire.

Intanto Usa, Francia e Gran Bretagna hanno chiuso le proprie ambasciate nello Yemen. Inizialmente la chiusura era stata motivata con la paura di nuovi attentati verso luoghi simbolici dell’Occidente. Le autorità britanniche hanno però smentito, dicendo che l’ambasciata è stata chiusa dopo la notizia degli scontri tra terroristi ed esercito yemenita.

Da qualche giorno lo Yemen è nel mirino degli americani, ma oltre alla paura dei missili Usa si aggiunge quella dei kamikaze e degli esplosivi di Al Qaeda. Lo Yemen non ci sta a diventare un paese tra due fuochi e gli abitanti non condividono le scelte di Obama. “Se l’idea di democrazia del presidente americano consiste nello scegliere un nemico per poterlo bombardare, proprio come ha fatto Bush con l’Iraq, allora preferisco la monarchia o la dittatura”, ironizza un abitante delle capitale Sana’a.

Al Qaeda ha infatti progettato un attentato a Sana’a. Lo ha riferito alla Cnn un consigliere di Barack Obama per la Sicurezza. “Vi sono segnali di un attentato pianificato contro un obiettivo” nella capitale yemenita, ha affermato John Brennan, impegnato nell’antiterrorismo. Londra e Washington hanno deciso la chiusura delle ambasciate nello Stato arabo. I britannici hanno motivato il provvedimento con “ragioni di sicurezza” legate alla minaccia terroristica mentre ai dipendenti yemeniti della rappresentanza americana è stato detto di non presentarsi al lavoro fino a nuovo ordine. “L’ambasciata Usa a Sana’a resta chiusa in risposta alla minaccia rappresentata da Al Qaeda nella penisola arabica contro gli interessi americani nel Paese” si legge in una nota sul sito web della missione diplomatica.

Secondo Abu Bakr al-Qirbi, ministro degli Esteri dello Yemen, Al Qaeda può contare nel Paese su due-trecento uomini ben addestrati, che stanno magari preparando attentati simili a quello del volo della Delta Airlines. Al-Qirbi accusa però le potenze straniere di non aver impedito che le montagne del suo Paese diventassero un nuovo santuario del terrorismo: “Com’è possibile che nazioni come gli Stati Uniti e la Gran Bretagna decidano di agire soltanto adesso? Al punto in cui siamo, c’è un solo modo per risolvere il problema: lavorare tutti insieme”.

L’alleanza tra Gran Bretagna e gli Stati Uniti trova quindi, dopo le guerre i Iraq e Afghanistan, una nuovo motivo di consolidamento. «Downing Street e la Casa Bianca vogliono rafforzare la loro azione congiunta contro il terrorismo in Yemen e in Somalia dopo il fallito attentato di Natale» sul volo Amsterdam-Detroit, si legge in un comunicato dell’ufficio del primo ministro britannico Gordon Brown. Tra le «iniziative -si legge nel testo- il premier ha concordato con il presidente Obama un piano britannico-americano per finanziare una speciale unità antiterrorismo della polizia yemenita» mentre in «Somalia» i due leader «ritengono che serva una forza di peacekeeping più consistente (rispetto all’attuale) e insieme sosterranno questa posizione al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite». Al momento in Somalia non ci sono caschi blu dell’Onu ma ad arginare con estrema difficoltà il caos è dispiegata la missione Amisom dell’Unione Africana, con l’imprimatur del Palazzo di Vetro. La missione è formata da 5.250 baschi verdi (2.700 dell’Uganda e 2.550 del Burundi) e dal gennaio del 2007 ha contato oltre 50 vittime.

La minaccia Al Qaeda è reale, le misure di sicurezza vanno rafforzate. Per questo Obama ha chiamato a rapporto per martedì prossimo alla Casa Bianca i responsabili di tutte le principali agenzie di sicurezza. In quel vertice intende fare il punto sull’intero arco dei controlli.