Marò, vince l’Italia: devono essere giudicati qua ma dovremo risarcire l’India

di redazione Blitz
Pubblicato il 2 Luglio 2020 14:31 | Ultimo aggiornamento: 2 Luglio 2020 16:34
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Marò, vince l’Italia: devono essere giudicati qua ma dovremo risarcire l’India (foto Ansa)

Marò, il Tribunale arbitrale internazionale dà ragione all’Italia. I giudici hanno riconosciuto “l’immunità” dei Fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. 

Marò, i due fucilieri sono rimasti coinvolti nei noti fatti accaduti il 15 febbraio 2012. All’India viene pertanto precluso l’esercizio della propria giurisdizione nei loro confronti.

Il Tribunale ha riconosciuto che i militari erano funzionari dello Stato italiano, impegnati nell’esercizio delle loro funzioni. Lo rende noto la Farnesina in un comunicato.

La giurisdizione del caso Lexie è dunque dell’Italia.

Marò, Italia dovrà risarcire l’India per la perdita di vite

Secondo il Tribunale, “l’Italia ha violato la libertà di navigazione e dovrà pertanto compensare l’India per la perdita di vite umane, i danni fisici, il danno materiale all’imbarcazione e il danno morale sofferto dal comandante e altri membri dell’equipaggio del peschereccio indiano Saint Anthony”, a bordo del quale morirono i due pescatori del Kerala.

“Al riguardo, il Tribunale ha invitato le due Parti a raggiungere un accordo attraverso contatti diretti”.

Nel comunicato, la Farnesina rende noto che il Tribunale costituito a L’Aja il 6 novembre 2015, presso la Corte Permanente di Arbitrato

Marò, l’incidente avvenuto nel febbraio 2012

Per dirimere la controversia tra Italia e India sul caso dell’incidente occorso il 15 febbraio 2012 nell’Oceano Indiano alla nave Enrica Lexie, battente bandiera italiana, ha pubblicato il dispositivo della sentenza arbitrale.

La Farnesina ricorda inoltre che i Fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone hanno fatto ritorno in patria dall’India, rispettivamente, il 13 settembre 2014 e il 28 maggio 2016.

Il Tribunale Arbitrale era chiamato a pronunciarsi sull’attribuzione della giurisdizione, e non sul merito dei fatti occorsi il 15 febbraio 2012.

Italia e India si erano di conseguenza impegnata a esercitare la giurisdizione una volta attribuita a una delle due Parti.

L’Italia, prosegue la nota, è pronta ad adempiere a quanto stabilito dal Tribunale arbitrale, con spirito di collaborazione.

La Farnesina sottolinea che la decisione del Tribunale arbitrale lascia impregiudicato l’accertamento relativo ai fatti.

Al diritto per quel che concerne il procedimento penale che dovrà svolgersi in Italia.

“Si desidera – conclude – esprimere apprezzamento per l’efficace lavoro svolto in questi anni dal team legale a tutela dell’Italia nelle sedi giudiziarie indiane e internazionali” (fonte: Ansa).