Marò: stop processo: no polizia antiterrorismo. Contestata giurisdizione indiana

di redazione Blitz
Pubblicato il 28 Marzo 2014 9:49 | Ultimo aggiornamento: 28 Marzo 2014 10:36
Marò, processo sospeso. Accolto ricorso contro la Nia

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone

NEW DELHI – Marò, una buona notizia: il processo è sospeso. La Corte suprema indiana ha accolto il ricorso dei due fucilieri italiani, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, e ha ha sollevato dal caso la Nia, la polizia speciale antiterrorismo. Contestata anche la giurisdizione del caso all’India: istanza che, se accolta, consentirebbe di spostare il processo in Italia.

Proprio il fatto che le accuse fossero portate avanti dalla Nia aveva più volte fatto temere il rischio di una condanna a morte, perché considerati alla stregua di terroristi. Per l’Italia, che era già riuscita ad evitare l’applicazione del Sua Act (la legge anti-terrorismo che prevede appunto la pena di morte), è un grande passo avanti.

Ora il processo è sospeso, il ché vuol dire che ci saranno ancora lunghi tempi di attesa: la prossima udienza è fissata, infatti, tra quattro settimane. Ma il ricorso dei marò contesta anche il diritto dell’India a giudicare i due soldati. Dunque qualora il ricorso venisse accolto in toto, il processo potrebbe finalmente essere trasferito in Italia.

Nell’udienza, durata circa 10 minuti, il legale dei marò Mukul Rohatgi ha illustrato il ricorso in cui si chiede di annullare l’intero procedimento giudiziario, compresa la denuncia iniziale (First information report o Fir) in cui è contenuta l’accusa di aver ucciso due pescatori il 15 febbraio 2012.

Dopo aver sentito le ragioni del legale, la sezione 4 composta dai giudici B.S. Chahuan e J. Chelameswar, ha deciso di dichiarare ammissibile la nuova petition e ha chiesto al governo indiano, con l’invio di una “notice”, di comparire nella prossima udienza fissata tra quattro settimane per presentare le proprie argomentazioni ed entrare poi nel merito del ricorso.

Oltre a chiedere l’annullamento del Fir, il ricorso contesta l’uso della polizia antiterrorismo Nia e anche la stessa giurisdizione dell’India in quanto l’incidente è avvenuto al di fuori delle acque territoriali. Si ricorda inoltre che i due Fucilieri di Marina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, erano in servizio anti pirateria per conto dello Stato italiano e che quindi godono di immunità funzionale.

Giovedì il premier Matteo Renzi ha posto la questione anche nel colloquio con il presidente Usa, Barack Obama.