Michael Jackson, l’autopsia e le cinque stranezze

Pubblicato il 10 Febbraio 2010 13:19 | Ultimo aggiornamento: 10 Febbraio 2010 13:19

Chiunque abbia visto una foto di Michael Jackson scattata negli ultimi 15 anni sa che c’erano delle cose piuttosto innaturali circa la sua pelle e la sua struttura ossea. Sebbene abbia dato inizio ad una nuova era di adorazione nei confronti della sua musica, la morte del Re del Pop ha svelato numerose stranezze di cui, altrimenti, non avremmo mai saputo nulla (o non saremmo stati in grado di confermare).

Ecco cinque stanezze apprese dal dettagliato rapporto del coroner, costituito da 51 pagine (basato sia sull’autopsia di Jackson, sia sulla perquisizione post mortem della sua casa) e divulgato lunedì:

1. Michael soffriva davvero di vitiligine. Il rapporto conferma che il cantante era affetto dalla malattia per colpa della quale aveva macchie bianche e lisce sulla pelle. Il suo corpo era “ricoperto da macchie chiare e da aree scure”, ha osservato uno degli investigatori del coroner.

2. La stempiatura. Jackson aveva “un’area di pelle scura scolorita che sembrava tatuata” nella parte frontale del cuoio cappelluto. I capelli della star cinquantenne erano “radi” e attaccati a una parrucca. I suoi capelli naturali nella zona temporale erano corti e ricci, mentre quelli della parrucca lunghi e lisci.

3. Oltre ai follicoli piliferi, Jackson si era fatto tatuare permanentemente la riga dell’eyeliner, le labbra e le sopracciglia.

4. Numerose sono le foto dell’autopsia conservate da qualche parte. Il rapporto del coroner sostiene che ne siano state scattate 61 prima e durante la procedura.

5. “I requisiti standard legati alla somministrazione del propofol non erano stati rispettati… La strumentazione necessaria al monitoraggio del paziente, al dosaggio, e alla rianimazione non era presente”, si legge nel rapporto circa il potente anestetico che avrebbe ucciso la star. Il Dr. Conrad Murray, dichiaratosi non colpevole dell’accusa di omicidio involontario, ha ammesso di aver dato il propofol a Jackson per favorirgli il sonno. Stando all’investigatore, un rilevatore della pressione e un pulsiossimetro portatile (per misurare la quantità di ossigeno nel sangue) erano stati ritrovati in un armadio nella camera adiacente a quella del cantante.