Sul letto di morte la madre più vecchia del mondo

Pubblicato il 17 Giugno 2010 7:45 | Ultimo aggiornamento: 18 Giugno 2010 10:22

La madre più vecchia del mondo, l’indiana Rajo Devi Lohan che lo scorso 28 novembre del 2008 ha dato alla luce una bambina all’età di 70 anni grazie alla fecondazione in vitro, è in fin vita e tanto debole da non potere accudire sua figlia, oggi di 18 mesi, che per questo motivo è stata affidata alle cure della zia.

Dato che le terapie a base di erbe, le preghiere e le benedizioni dei sacerdoti locali non avevano fatto effetto, Rajo Devi, insieme a suo marito Baba Ram che come lei non sa ne’ leggere ne’ scrivere, si era rivolta ad una clinica della fertilità dopo avere appreso da un vicino che una donna di 60 anni aveva avuto dei gemelli grazie alla fecondazione artificiale.

L’attenzione dei medici si era dapprima rivolta ad Omni, la sorella di Rajo Devi Loha più giovane di lei di otto anni nonché seconda moglie del marito Baba Ram che l’aveva appunto sposata nella speranza di potere avere dei figli, ma lo stato di salute della donna più giovane si era rivelato inadeguato a sostenere una gravidanza.

Secondo i medici, quindi, Rajo Devi Lohan era, tra le due mogli, l’unica che potesse diventare madre sebbene con la fecondazione artificiale ed infatti lei rimase incinta al secondo tentativo di innesto dell’ovulo appartenente ad una giovane indiana locale, di cui mai si è saputo chi fosse, fecondato dallo spermatozoo del marito.

Nonostante le conseguenze della gravidanza siano state per la donna estremamente pesanti, emorragie, un intervento chirurgico per rimuovere una cisti ovarica e la continua assunzione di antidolorifici, l’anziana neo-mamma dice che non le importa di essere gravemente ammalata perché ne è valsa la pena: ora infati nessuno potrà additare lei e suo marito come “quelli che non hanno figli”.

Nella cultura indiana infatti, famiglia è sinonimo di figli ed è più importante tutelare il diritto di una madre ad avere dei figli piuttosto che evitare che ci siano dei bambini che restino orfani in tenera età, come sembra stia per accadere alla piccola Naveen e come sembrano dimostrare sia l’atteggiamento dei medici che hanno aiutato l’anziana coppia a diventare genitori che gli stesso neo genitori che si sono indebitati pesantemente pur di evitare una stigmatizzazione sociale tra le più pesanti in India.