Nick Hayek, signor Swatch, dice no all’Fbi: “Lontani dai nostri orologi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Aprile 2014 10:43 | Ultimo aggiornamento: 7 Aprile 2014 10:44
Nick Hayek, signor Swatch, dice no all'Fbi: "Lontani dai nostri orologi"

Nick Hayek (Foto Lapresse)

LUGANO – Gli Stati Uniti e i loro esperti dell’Fbi stiano lontani dagli Swatch: l’avvertimento arriva da Nick Hayek, svizzero di origine libanese, direttore generale del gruppo orologiero elvetico e figlio del fondatore, Nicolas.

Gli agenti dell’antiterrorismo americano avrebbero voluto controllare se, nelle casse degli Swatch, possano venire nascosti piccoli ordigni o veleni, ma Hayek ha detto no.

Non è la prima volta che il proprietario del colosso di orologi, con un giro d’affari di quasi 8 miliardi di euro e una fortuna personale di 5 miliardi, ricorda Franco Zantonelli su Repubblica, rifiuta qualcosa a Washington.

All’inizio del 2014 l’attivista gay americano Tom Di Napoli, gestore dei 160 miliardi di dollari di fondi pensione dello Stato di New York, gli aveva chiesto di astenersi dallo sponsorizzare i giochi olimpici invernali di Sochi con il marchio Omega fino a che in Russia non fossero garantiti i diritti delle persone omosessuali. Secca la risposta di Hayek:

Guardate in casa vostra e preoccupatevi della gigantesca e illegale raccolta di dati, da parte della National Security Agency“.

In quest’ultimo caso, Washington sarebbe stata meno morbida:

“«Visto che non intendevo cedere, ha spiegato il magnate svizzero, mi hanno fatto capire, senza tanti complimenti, che allora avremmo potuto incontrare dei problemi, nell’esportazione dei nostri prodotti negli Stati Uniti». Ma, secondo Hayek, è solo un bluff: «Perché gli americani sanno quanti posti di lavoro abbiamo creato dalle loro parti». Tanto per fare un esempio, giusto un anno fa, il colosso elvetico ha acquistato, per oltre 800 milioni di dollari, il gruppo newyorkese Harry Winston, fabbricante di gioielli e di orologi di lusso”.

Di recente, invece, ha portato in tribunale niente meno che il gioielliere newyorchese Tiffany, costringendolo a sborsare 450 milioni di dollari di danni, per aver ostacolato l’attuazione di un accordo con il fabbricante svizzero per la produzione di orologi di alta gamma. E Hayek continua ad imporsi, senza nessuna paura, sulle pretese degli Stati Uniti.