Cronaca Mondo

Ogni anno un milione di bimbi muore nel primo giorno di vita

Ogni anno un milione di bimbi muore nel primo giorno di vita

Ogni anno un milione di bimbi muore nel primo giorno di vita

ROMA  – Ogni anno nel mondo un milione di bambini muore nel primo giorno di vita per nascita prematura o complicazioni durante il parto, e spesso perché le loro madri non possono partorire con un aiuto qualificato, assistite da ostetrici e ginecologi. Due milioni di donne sono completamente sole quando danno alla luce il loro figlio. Un milione e duecentomila bimbi, poi, nascono morti, perché il loro cuoricino smette di battere durante il travaglio. I dati arrivano dal rapporto “Ending Newborn Deaths” di Save the Children. 

Tra i numeri del documento ci sono anche i sei milioni e seicentomila bambini che ogni anno muoiono prima di aver compiuto 5 anni, i quasi tre milioni di piccoli che hanno perso la vita entro il primo mese dalla nascita.

Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia, è netto: 

“Nell’ultimo decennio sono stati compiuti enormi passi avanti per contrastare la mortalità infantile, passata da 12 milioni a 6,6 milioni, grazie a un intervento globale che ha visto come protagonisti le vaccinazioni, i trattamenti per polmonite, diarrea e malaria, così come la pianificazione familiare e la lotta alla malnutrizione. Ma questo percorso è ormai giunto a una fase di stallo, se non si interviene immediatamente per contrastare la mortalità neonatale”

Se in Europa un neonato su mille muore nel periodo neonatale, in Africa o in alcune parti dell’Asia il rapporto è almeno 5 volte tanto.

Il Pakistan è il Paese con il più alto tasso di neonati che muoiono il primo giorno o durante il travaglio (40,7) seguito dalla Nigeria (32,7) e dalla Sierra Leone (30,8).

Il rapporto evidenzia come l’assistenza specializzata durante il parto e la tempestiva gestione delle complicazioni potrebbe prevenire il 50% della mortalità neonatale e il 45% di bambini nati morti. Nell’Africa Subsahariana il 51% dei parti non è assistito e nell’Asia sudorientale la percentuale è del 41%.

In Paesi come la Repubblica Democratica del Congo e la Repubblica Centrafricana le madri devono pagare per le cure di emergenza legate al parto. In alcuni casi, alcune madri sono state trattenute fino a quando non sono state in grado di pagare per il loro taglio cesareo urgente.

Alcuni Paesi hanno compiuto significativi miglioramenti nella riduzione della mortalità neonatale: tra il 1990 e 2012 Egitto e Cina sono riusciti a registrare un declino delle morti neonatali del 60%, mentre in Cambogia, una delle nazioni più povere del mondo, si è avuto un decremento del 51%.

 

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