Ogni anno un milione di bimbi muore nel primo giorno di vita

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 febbraio 2014 10:33 | Ultimo aggiornamento: 25 febbraio 2014 10:33
Ogni anno un milione di bimbi muore nel primo giorno di vita

Ogni anno un milione di bimbi muore nel primo giorno di vita

ROMA  – Ogni anno nel mondo un milione di bambini muore nel primo giorno di vita per nascita prematura o complicazioni durante il parto, e spesso perché le loro madri non possono partorire con un aiuto qualificato, assistite da ostetrici e ginecologi. Due milioni di donne sono completamente sole quando danno alla luce il loro figlio. Un milione e duecentomila bimbi, poi, nascono morti, perché il loro cuoricino smette di battere durante il travaglio. I dati arrivano dal rapporto “Ending Newborn Deaths” di Save the Children. 

Tra i numeri del documento ci sono anche i sei milioni e seicentomila bambini che ogni anno muoiono prima di aver compiuto 5 anni, i quasi tre milioni di piccoli che hanno perso la vita entro il primo mese dalla nascita.

Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia, è netto: 

“Nell’ultimo decennio sono stati compiuti enormi passi avanti per contrastare la mortalità infantile, passata da 12 milioni a 6,6 milioni, grazie a un intervento globale che ha visto come protagonisti le vaccinazioni, i trattamenti per polmonite, diarrea e malaria, così come la pianificazione familiare e la lotta alla malnutrizione. Ma questo percorso è ormai giunto a una fase di stallo, se non si interviene immediatamente per contrastare la mortalità neonatale”

Se in Europa un neonato su mille muore nel periodo neonatale, in Africa o in alcune parti dell’Asia il rapporto è almeno 5 volte tanto.

Il Pakistan è il Paese con il più alto tasso di neonati che muoiono il primo giorno o durante il travaglio (40,7) seguito dalla Nigeria (32,7) e dalla Sierra Leone (30,8).

Il rapporto evidenzia come l’assistenza specializzata durante il parto e la tempestiva gestione delle complicazioni potrebbe prevenire il 50% della mortalità neonatale e il 45% di bambini nati morti. Nell’Africa Subsahariana il 51% dei parti non è assistito e nell’Asia sudorientale la percentuale è del 41%.

In Paesi come la Repubblica Democratica del Congo e la Repubblica Centrafricana le madri devono pagare per le cure di emergenza legate al parto. In alcuni casi, alcune madri sono state trattenute fino a quando non sono state in grado di pagare per il loro taglio cesareo urgente.

Alcuni Paesi hanno compiuto significativi miglioramenti nella riduzione della mortalità neonatale: tra il 1990 e 2012 Egitto e Cina sono riusciti a registrare un declino delle morti neonatali del 60%, mentre in Cambogia, una delle nazioni più povere del mondo, si è avuto un decremento del 51%.