Quaresima. Benedetto XVI Papa quasi ex agli esercizi spirituali della Curia

Pubblicato il 17 Febbraio 2013 21:36 | Ultimo aggiornamento: 17 Febbraio 2013 21:40
cardinal ravasi

Gianfranco Ravasi

Gli Esercizi spirituali quaresimali per il Papa e la Curia Romana hanno avuto inizio domenica 17 sera, in Vaticano, nella Cappella Redemptoris Mater. Gli Esercizi, che avranno termine sabato 23, sono predicati dal cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, sul tema “Ars orandi, ars credendi. Il volto di Dio e il volto dell’uomo nella preghiera salmica”.

Il tema della prim meditazione è stato: “Respirare, pensare, lottare, amare – I verbi della preghiera”.

Radio Vaticana copre l’evento su un canale podcast ad esse dedicato e raggiungibile attraverso la Home Page in italiano nel sito Internet della Radio Vaticana  e trasmetterà, alle ore 19.50, tutti i giorni, a partire da lunedì 18 febbraio, sulle frequenze di MHz 105 Fm e KHz 585 Om, la Meditazione pronunciata dal card. Ravasi alle ore 9.00 della mattina.

Il servizio di Sergio Centofanti riferisce:

“Gli esercizi sono iniziati con l’esposizione eucaristica, seguita dai Secondi Vespri della prima Domenica di Quaresima. Quindi, la prima meditazione del cardinale Ravasi che ha proposto un’immagine biblica per rappresentare il futuro della presenza di Benedetto XVI nella Chiesa, una presenza contemplativa, come quella di Mosè che sale sul monte a pregare per il popolo d’Israele che giù nella valle combatte contro Amalek”.

Ha detto Ravasi:

“Questa immagine rappresenta la funzione principale – sua – per la Chiesa, cioè l’intercessione, intercedere: noi rimarremo nella ‘valle’, quella valle dove c’è Amalek, dove c’è la polvere, dove ci sono le paure, i terrori anche, gli incubi, ma anche le speranza, dove lei è rimasto in questi otto anni con noi. D’ora in avanti, però, noi sapremo che, sul monte, c’è la sua intercessione per noi”.

“Penso che anche per noi gli Esercizi, questi momenti, sono un po’ come liberare l’anima dal terriccio delle cose, anche dal fango del peccato, dalla sabbia delle banalità, dalle ortiche delle chiacchiere che, soprattutto in questi giorni, occupano ininterrottamente le nostre orecchie”.

Nella meditazione, riferisce Centofanti, Ravasi

“ha affrontato il tema della preghiera nei Salmi, sottolineando 4 verbi: pregare è respirare, perchè la preghiera è come l’aria per la nostra vita; pregare è pensare, è conoscere Dio, come faceva Maria che custodiva gli eventi nel suo cuore; pregare è anche lottare con Dio, soprattutto quando si è nell’aridità, nel buio della vita, quando eleviamo in alto il nostro grido disperato, che può sembrare anche blasfemo; pregare, infine, è amare, poter abbracciare Dio. E la preghiera spesso – ha concluso il cardinale Ravasi – è un incrocio silenzioso degli occhi tra due innamorati:

“Voi sapete bene – lo diceva il grande Pascal – che nella fede, come nell’amore, i silenzi sono molto più eloquenti delle parole. Due innamorati veri, quando hanno esaurito tutto l’arsenale dei luoghi comuni del loro amore, ripetendosi lo stereotipo anche dell’amore, se sono veramente innamorati, si guardano negli occhi e tacciono”.

Domenica mattina, il Sole 24 Ore, del quale il card. Ravasi è collaboratore, aveva pubblicato nella sezione cultura un articolo che anticipava l’evento:

“Davanti a me, dopo secoli e secoli, circondato dai cardinali e dai vescovi curiali, sarà presente per la prima volta un Papa che ha formalmente rinunciato al suo officio pastorale universale, anche se temporaneamente ancora nelle sue funzioni.

“Non è, certo, retorica confessare l’emozione che proverò iniziando un percorso settimanale di isolamento dalla vera e propria bufera mediatica che dallo scorso 11 febbraio, il giorno dell’annuncio di quell’atto di rinuncia, si è scatenata nel mondo. Un’emozione che è, al tempo stesso, intima perché è a questo Pontefice che devo il mio essere cardinale: sono stato suo collaboratore per oltre cinque anni, oggetto di costante affetto e di fiducia da parte sua. Mi soffermerò, allora, proprio su questi due eventi: da un lato, le giornate degli Esercizi Spirituali che trascorreremo insieme; d’altro lato, quella rinuncia che rivela certamente il coraggio e la grandezza della persona Ratzinger, ma anche il suo amore per la Chiesa come Papa”.

Prosegue Ravasi:

“Il tracciato sarà offerto dai Salmi, la raccolta biblica di preghiere sulla quale Dio stesso ha posto il suo sigillo, tant’è vero che il teologo martire, vittima del nazismo, Dietrich Bonhoeffer osservava che «se la Bibbia contiene un libro di preghiere, dobbiamo dedurre che la parola di Dio non è solo quella che egli vuole rivolgere a noi, ma è anche quella che egli vuole sentirsi rivolgere da noi. In questa esperienza il credente ritrova la propria identità spirituale. Per questo, due saranno i movimenti dell’itinerario che proporrò nelle 17 prediche di questa settimana: da un lato, il volto di Dio, che si rivela all’orante e, dall’altro, il volto dell’uomo che pregando scopre se stesso nella sua fragilità e miseria, ma anche nella sua grandezza e gloria”.