Samra e Sabina partite per jihad, ora incinte, vogliono tornare. Vienna dice no

di Maria Elena Perrero
Pubblicato il 13 ottobre 2014 11:04 | Ultimo aggiornamento: 13 ottobre 2014 11:04
Samra e Sabina partite per jihad, ora incinte, vogliono tornare. Vienna dice no

Samra e Sabina partite per jihad, ora incinte, vogliono tornare. Vienna dice no

ROMA – Sono partite per la jihad, un volo dall’Austria alla Siria attraverso Istanbul. Volevano immolarsi per Allah, diventando le “ragazze immagine” della guerra assai poco santa dello Stato Islamico. Hanno immolato solo la loro verginità e la loro giovinezza a degli estremisti islamici molto più grandi di loro, e adesso vogliono tornare a casa. Ma Vienna dice no.

Hanno 15 e 17 anni, Sabina Selimovic e Samra Kesinovic. Entrambe di origine kosovara e di religione musulmana, lo scorso 10 aprile si sono imbarcate su un volo della Turkish Airlines senza dire nulla a nessuno. Hanno lasciato solo un  bigliettino con scritto: “Non cercateci. Andremo a servire Allah e moriremo per lui”. Sono ricomparse nel mondo virtuale cdi internet con poche righe e una foto (la cui autenticità però non è certa) in cui apparivano completamente coperte da un burqa nero a fianco di due uomini barbuti, combattenti dellIsis:

“Siamo qui da leonesse che non lasciano mai soli i loro leoni, non cercateci, per Allah vogliamo vivere e morire”.

Adesso, incinte e pentite, hanno chiesto di poter tornare a casa. Ma il governo austriaco nega che sia possibile:

“Quando si lascia l’Austria in questi termini è quasi impossibile tornare”.

Le autorità stanno cercando di capire che cosa abbia spinto le ragazzine ad andarsene. Ma Samra e Sabina non sono le uniche ad aver scelto di darsi all’Isis. Ci sono almeno decine di ragazze francesi, britanniche e tedesche che si sono convertite e sono andate in Siria a fianco dei guerriglieri islamici. E probabilmente Sabina e Samra non sono nemmeno le uniche ad essersene pentite.