Sebastiano Venier, chi è l’eroe della battaglia di Lepanto citato da Brendon Terrant

di Alberto Francavilla
Pubblicato il 15 Marzo 2019 16:18 | Ultimo aggiornamento: 15 Marzo 2019 17:14
Sebastiano Venier, chi è l'eroe della battaglia di Lepanto citato dal killer Brendon Terrant

Sebastiano Venier, chi è l’eroe della battaglia di Lepanto citato da Brendon Terrant

ROMA – Sebastiano Venier è uno dei nomi citati da Brendon Tarrant, il killer australiano autore della strage in Nuova Zelanda, a Christchurch. Venier è stato doge della Repubblica di Venezia fino al 1577. E’ passato alla storia per la battaglia di Lepanto in cui fu uno dei protagonisti delle forze della Lega Santa che sconfissero gli Ottomani.

Siamo nel 1571 e Venier è al comando delle forze di Venezia dal ponte della Capitana. Siamo al centro della flotta, subito alla sinistra della Real di don Giovanni d’Austria. Giova ricordare che all’epoca Venier non era un giovane aitante e spavaldo, ma un signore di 75 anni. Nonostante questo, combattè in prima persona, e i libri di storia narrano che la sua balestra abbia ucciso più di un nemico turco. E narrano anche che avesse bisogno di un aiutante che gli ricaricava l’arma a suon di frecce, per via delle sue braccia non più forti come un tempo.

Dicono sempre i libri di storia che il doge fu anche ferito a un piede da una freccia, freccia che si sarebbe poi strappata via da solo (stavolta quindi senza l’ausilio del suddetto aiutante). Questo era possibile perché Venier indossava pantofole al posto degli stivali, pantofole che facevano miglior presa sul ponte bagnato della nave. Anche se qualche maligno insinua che soffrisse di calli o gotta, per cui semplicemente gli stivali gli provocavano maggior dolore. Molto più probabilmente, indossava non indossava stivali perché, in caso di ferita (come con la freccia) il contatto con il cuoio avrebbe aumentato le probabilità di contrarre infezioni. D’altronde anche l’Ammiraglio Nelson nella battaglia di Trafalgar indossava scarpe leggere al posto degli stivali d’ordinanza, calzature cioè più facili da togliere in caso appunto di ferita. (Fonte Wikipedia).