Sergei Skripal, l’ex spia russa avvelenata: la pista che porta alla Corea del Nord

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 marzo 2018 7:35 | Ultimo aggiornamento: 7 marzo 2018 19:40
Sergei Skripal

Sergei Skripal

LONDRA – La Corea del Nord potrebbe essere coinvolta nel sospetto avvelenamento dell’ex spia russa Sergei Skripal: un’ipotesi che non è esclusa da Igor Sutyagin, un ex agente segreto che ha fatto parte di uno scambio di spie.
Skripal, 66 anni, ancora in ospedale in condizioni critiche, sarebbe stato “avvelenato” da una “sostanza ignota” in un centro commerciale di Salisbury, Wiltshire, insieme alla figlia Yulia di 33 anni, anche lei in stato di incoscienza.

Skripal era stato condannato nel 2006 per aver dei passato segreti di Stato all’MI6; nel 2010 aveva ottenuto la grazia da Dmitri Medvedev ma solo per essere inserito in uno scambio di spie con gli Usa. Skripal si era rifugiato nel Regno Unito, ottenendo asilo politico e svanito nel nulla.
Igor Sutyagin, liberato nello stesso scambio di spie, ora lavora come ricercatore presso il think tank del Royal United Services Institute.
Il 53enne, esperto di armi nucleari condannato per tradimento da un tribunale di Mosca, ha dichiarato che “in teoria, chiunque può esser dietro” l’incidente di Salisbury, “inclusa la Corea del Nord” e ha sottolineato le somiglianze con l’assassinio di Kim Jong-nam, fratellastro di Kim Jong-un, all’aeroporto di Kuala Lumpur, il 13 febbraio 2017. Due donne lo aggredirono con il gas nervino VX.

Sutyagin, a Radio Svoboda ha riferito che quando incontrò Skripal, si trovò di fronte a un uomo calmo, gentile, normale, improbabile che assumesse stupefacenti.
Erano insieme su un volo russo a Vienna per riportare a casa 10 agenti russi arrestati poco tempo prima dall’Fbi, su cui c’era Anna Chapman. In aereo hanno bevuto del whiskey e successivamente un altro volo li ha portati al RAF Brize Norton nell’Oxfordshire.
Skripal aveva ammesso di essere un doppio agente al soldo dell’MI6 ed era stato amnistiato per consentire il suo cambio in Gran Bretagna.

Sutyagin, non considerato dall’Occidente come una spia nonostante la condanna a Mosca, ha affermato di non temere per la sua sicurezza poiché “non sappiamo cosa sta succedendo”.
“Esiste la pratica di sparare ai cosiddetti traditori dai servizi speciali, ma ora sembra prematuro preoccuparsi”, ha detto al Times.
Con Skripal, erano tra i quattro condannati a cui attraverso un accordo tra Russia e Usa, era stata concessa una grazia, all’epoca considerato il più grande scambio dalla Guerra Fredda.
Sutyagin, 53 anni, e Skripal prima di esser liberi di iniziare una nuova vita, furono interrogati in un piccolo albergo ma sapevano di essere ancora ricercati nel loro Paese. Ha riferito che ricevette una mail che diceva “Presto arriverà il tuo momento”.
Sutyagin era stato condannato a 15 anni di carcere per aver passato segreti a Alternative Futures, una società di consulenza britannica sui rischi in materia sicurezza, presumibilmente utilizzata come facciata dalla CIA, secondo il Times, ma ha sempre sostenuto di essere innocente.
Tornando all’incidente di Salisbury, avvolto nel mistero, arriva in un momento di grande tensione nelle relazioni tra Regno Unito e Russia.
Un report della commissione Commons Foreign Affairs, dello scorso anno, descrive il rapporto tra i due Paesi come “il più teso dalla fine della Guerra Fredda”.
Nel 2006, Litvinenko è morto a Londra dopo aver bevuto tè con polonio radioattivo 210. Nel 2016 l’indagine ha concluso che l’omicidio dell’ex agente del KGB, apertamente critico nei cofronti di Putin, “probabilmente” è stato eseguito con l’approvazione del presidente russo.

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