Vescovo Aleppo: Ovest vuole guerra, aiuta Isis, raid inutili

Pubblicato il 20 Settembre 2015 11:18 | Ultimo aggiornamento: 20 Settembre 2015 11:39
L' Arcivescovo Antoine Audo

L’ Arcivescovo Antoine Audo

ROMA – ”Aleppo è una città in ginocchio, ferita. I giovani fuggono e vederli in tv aggrappati al filo spinato delle frontiere, con le mani ed i volti insanguinati per tentare di varcare la soglia della speranza, distrugge la coscienza. E mi chiedo: ma l’Occidente dov’è? Perché non dà risposte e tutela solo gli interessi crescenti dei trafficanti di armi?”.

Così monsignor Antoine Audo, arcivescovo della città di Aleppo, in un’intervista al Mattino. “La comunità internazionale – dice l’arcivescovo – se vuole può fermare questa guerra. Ma non c’è volontà politica di mettere in campo interventi diplomatici che favoriscano la pace. Attorno alla guerra dello Stato Islamico ci sono interessi di ambienti esterni alla Siria e alle altre nazioni”.

E l’Occidente, l’Europa in particolare, preferisce solo fronteggiare l’emergenza dei profughi ma non metter mano alla tragica situazione in Medio Oriente”. I raid aerei, aggiunge, “non sono la soluzione. Finirebbero solo per aprire un altro violento capitolo della guerra mondiale in corso in diversi punti del pianeta”.

Secondo Mons. Audo, in realtà, “alla soluzione politica viene preferita la tutela dei trafficanti di armi. L’obiettivo dell’Occidente non è la pace ma la prosecuzione della guerra. La guerra in Siria si sviluppa per gli interessi economici e per gli interessi strategici a livello nazionale ed internazionale”.

Gli interessi economici “sono laddove girano i soldi, i dollari nella regione del petrolio”, quelli strategici “sono quelli del livello internazionale della nuova Russia, della Cina e dell’India”.