Sottomarino scomparso nell’Atlantico: a bordo c’è qualcuno, 7 chiamate satellitari fallite

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 novembre 2017 8:40 | Ultimo aggiornamento: 19 novembre 2017 8:40
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Sottomarino scomparso nell’Atlantico: a bordo c’è qualcuno, 7 chiamate satellitari fallite

ROMA – Una svolta nella vicenda del sommergibile argentino di cui si sono persi i contatti da tre giorni a largo della Patagonia. A bordo c’è qualcuno. Nella tarda serata di sabato, ci sono stati infatti sette tentativi falliti di chiamate satellitari. Le chiamate, di una durata tra i 4 e i 36 secondi, secondo quanto riporta il sito del Clarin, sono state ricevute tra le 10,52 e le 15,42 in diverse basi delle Forze armate argentine. Con la collaborazione di una società statunitense specializzata in comunicazioni satellitari, si sta lavorando a determinare l’ubicazione precisa dell’unità che ha emesso i segnali nella speranza che si tratti del sottomarino.

Il sommergibile era partito da Ushuaia ed era diretto alla base a Mar del Plata, quando mercoledì mattina a 430 km dalla costa si sono persi i contatti radio. Un buio totale che ha seminato ansia in tutta nazione. Tra le ipotesi in campo, un problema alle comunicazioni, un blackout o un problema elettrico.

La vicenda sta tenendo con il fiato sospeso tutta l’Argentina mentre Papa Francesco ha assicurato la sua “preghiera fervente” per l’equipaggio, esprimendo la sua vicinanza alle famiglie e alle autorità militari e civili del Paese “in questi momenti difficili ed incoraggiando gli sforzi messi in campo per ritrovarlo”.

Non aiutano le avverse condizioni atmosferiche nell’area dove si sono concentrate le ricerche, già rastrellata per quasi l’80%. Onde alte sei metri e venti violenti non facilitano la visibilità sulla superficie del mare. Il comandante dell’Area Marina Atlantica e capo della base navale di Mar del Plata, l’ammiraglio Gabriel Gonzalez, ha assicurato al giornale La Nacion che la Marina argentina ha messo a disposizione i propri mezzi, a cui sono stati aggiunti pescherecci e anche aerei americani, oltre alla possibile partecipazione di una nave da ricerca del Regno Unito, che opera nelle isole Falklands. Ma fino ad ora nessuna traccia.

 

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