Sudafrica. Bracconiere uccide tre giovani rinoceronti, condannato a 77 anni

Pubblicato il 24 Luglio 2014 11:24 | Ultimo aggiornamento: 24 Luglio 2014 11:24
Rinoceronte ucciso per strappargli il corno

Rinoceronte ucciso per strappargli il corno

SUDAFRICA, JOHANNESBURG – Un tribunale sudafricano ha condannato a 77 anni di reclusione un bracconiere, Mandla Cauke, accusato di avere abbattuto tre giovani esemplari di rinoceronte, specie a rischio di estinzione e oggetto di una feroce caccia per i corni, ricercatissimi sui mercati dell’Estremo Oriente, dove vengono accreditati di molte virtù nella medicina tradizionale e per questo comprati a prezzi elevatissimi.

Secondo quanto riferiscono i media locali, si tratta della più pesante condanna mai emessa dopo che il governo sudafricano, negli anni scorsi, ha deciso un giro di vite contro il bracconaggio soprattutto di rinoceronti. Dall’inizio del 2014 sono stati arrestati una sessantina di bracconieri, alcuni dei quali arrivati nei parchi nazionali sudafricani da Paesi vicini, quali il Mozambico. Secondo le ultime rilevazioni, lo scorso anno in tutto il Sud Africa sono stati abbattuti, da cacciatori di frodo, 1004 rinoceronti.

Il massacro di rinoceronti in Sudafrica � in costante aumento: soltanto in questo inizio d’anno sono 277 gli animali uccisi dai bracconieri. Lo rende noto il Ministero dell’Ambiente. Nonostante il dispiegamento dell’esercito, 166 rinoceronti dal celebre Kruger Park, al confine con il Mozambico, sono stati uccisi negli ultimi tre mesi.

Per cercare di proteggerli, i governi dei due Paesi dovrebbero firmare la settimana prossima un accordo per tutelare la biodiversità della regione. La caccia al rinoceronte sudafricano è cresciuta negli ultimi anni per via del mercato dei corni, venduti a peso d’oro in Asia, soprattutto in Vietnam, dove sono ricercati come rimedi per la medicina tradizionale. Le campagne mediatiche non hanno avuto effetto, anzi: oltre mille rinoceronti sono rimasti uccisi nel 2013, rispetto ai 13 del 2007 in Sudafrica, dove si concentra l’80% degli esemplari di tutto il mondo.