Toronto, il giardiniere serial killer di gay: resti vittime sepolte sotto i fiori dei clienti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 febbraio 2018 7:00 | Ultimo aggiornamento: 9 febbraio 2018 14:41
Il giardiniere serial killer di Torointo seppelleiva le vittime gay sotto i fiori

Toronto, il giardiniere serial killer di gay: resti vittime sepolte sotto i fiori dei clienti

ROMA – Gentile, affabile, di professione giardiniere specializzato nell’allestimento e nella cura di piante e fiori di clienti danarosi: fino al 18 gennaio era questo il rassicurante volto pubblico di Bruce McArthur, 66 anni abitante di Toronto, fino a quando cioè sotto le splendide fioriere non sono spuntati i resti di numerosi cadaveri.

Ammazzati da McArthur, che poi li seppelliva a brani nei luoghi dove lavorava. Tutte le vittime erano gay contattate dall’insospettabile serial killer su siti di dating specializzati. Il 18 gennaio era stato arrestato per la sparizione di due uomini di cui le ultime tracce finivano al Gay Village della città, nota come particolarmente gay-friendly.

Per ora le vittime accertate sono sei, di cui solo a cinque è stato assegnato un nome: ma seguendo la scia dei resti umani la Polizia di Toronto confida di risolvere altri cold case. Nessuno si aspettava che quest’uomo, un tipo che postava foto di gattini su Facebook, che amorevolmente si dedicava a figli e nipoti, assumesse in segreto una doppia identità tanto efferata.

Qualche sospetto lo ebbe un professore universitario, Peter Sgromo: contattatisi su un sito di sostegno per uomini gay sposati, durante il loro incontro McArthur si rivelò sorprendentemente aggressivo, solo con una gomitata il docente riuscì a non farsi strozzare. Peccato che poi non fece alcuna segnalazione alla Polizia. Era emerso il lato Mr Hide: “Stava per rompermi il collo — ha ricordato — pensavo davvero che me lo avrebbe spezzato da come lo torceva”. Dr Jeckill, invece, aveva tutt’altro stile: “Posso essere un po’ timido prima di conoscerti meglio, ma nel fondo del cuore sono un romantico”, scriveva McArthur sulle app di dating.