Turchia. Gli avvocati di Ocalan: “Non sappiamo nulla di lui da 6 mesi”

Pubblicato il 30 Gennaio 2012 14:26 | Ultimo aggiornamento: 30 Gennaio 2012 14:31

Abdullah Ocalan (Lapresse)

ISTANBUL – “Non ce lo fanno vedere da mesi, rischia la vita”. Due dei trentacinque legali del collegio di avvocati del leader curdo Abdullah Ocalan raccontano a Carla Reschia per La Stampa, la storia dal carcere del capo Pkk.

Mazlum Dinc e Mahmut Tasci sono gli unici avvocati rimasti liberi, gli altri sono finiti nelle celle turche per terrorismo, con l’accusa di “appartenenza a un’organizzazione illegale e fondazione di organizzazione illegale”. Hanno difeso tutti Ocalan, in carcere dal 1999 dove resterà a vita.

Adesso Dinc e Tasci denunciano il mistero del leader Pkk “sparito” nella sua cella di Imrali, vicino Istanbul: dal 27 luglio 2011 di lui non hanno più segnali.

“Non può spedire lettere né telefonare. Non sappiamo nemmeno se sia vivo. Ci siamo rivolti alla Comunità europea e alla Corte di Strasburgo finora senza esito. Temiamo che il nostro cliente abbia rifiutato una qualche forma di collaborazione chiesta dal governo e queste nuove restrizioni siano un mezzo per fare pressione e per vendicarsi. Ma questo silenzio è grave. Ocalan è da tempo in condizioni di salute precarie: soffre di asma, con problemi respiratori che l’umidità dell’isola aggrava, vive in una cella minuscola da cui può uscire per un’ora al giorno per una passeggiata in cortile. Temiamo per la sua vita”.