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Turchia. Processo Ocalan, la Corte di Strasburgo: “Inammissibile la riapertura”

Abdullah Ocalan

Abdullah Ocalan

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato da Abdullah Ocalan nel quale il leader del Pkk chiedeva alla Corte di Strasburgo di ordinare alle autorita’ turche di riaprire il processo a suo carico. I giudici di Strasburgo hanno sottolineato come nonostante la Corte possa indicare quali misure ritenga migliori per ovviare a una data violazione, spetti solo al Comitato dei Ministri decidere se uno Stato abbia in effetti dato esecuzione alla sentenza della Corte. Nel caso specifico, scrivono i giudici di Strasburgo ”il Comitato dei Ministri ha ritenuto che l’esame condotto sulla questione dalla Corte di Assise di Istanbul fosse una misura sufficiente e ha quindi chiuso il caso. La Corte deve quindi rifiutare il ricorso perche’ non potrebbe esaminarlo se non interferendo con il potere del Comitato dei Ministri”.

La decisione è stata presa nonostante una sentenza emessa il 12 maggio 2005, con la quale gli stessi giudici di Strasburgo avevano stabilito che Ankara aveva violato i diritti di Ocalan a un equo processo. Ma la questione era stata sanata nel 2007 da una decisione con cui il Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa – a cui spetta il compito di verificare il rispetto delle sentenze della Corte da parte degli Stati – aveva ritenuto che Ankara avesse adempiuto agli obblighi indicati nella sentenza di due anni prima.

Nel 2005 i giudici di Strasburgo avevano stabilito che l’imputato aveva avuto grandi difficoltà a incontrare i suoi avvocati. Inoltre, il tribunale che lo aveva processato non poteva dirsi imparziale e indipendente poiché parte del processo si era svolto davanti a un giudice militare. La Corte di Strasburgo nella sentenza scriveva che una delle misure possibili per ovviare alla violazione era di rifare o riaprire il processo. Tuttavia i tribunali turchi hanno sempre rifiutato di riaprire o rifare il processo argomentando tra l’altro che anche se vi fosse stata una violazione del diritto di Ocalan a un equo processo, la condanna all’ergastolo non sarebbe mutata. Nel 2007 il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa chiuse pero’ il fascicolo ritenendo che Ankara aveva adempiuto ai suoi obblighi in tal senso.

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