Weinstein, un anno dopo. L’accusa perde pezzi: sms vittime cancellati, procuratori in fuga

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 ottobre 2018 13:19 | Ultimo aggiornamento: 18 ottobre 2018 13:19
Weinstein, un anno dopo. L'accusa perde pezzi: sms vittime cancellati, procuratori in fuga

Weinstein, un anno dopo. L’accusa perde pezzi: sms vittime cancellati, procuratori in fuga

ROMA – A un anno dallo scoppio dello scandalo delle molestie attribuite al produttore di Hollywood Harvey Weinstein (il 4 ottobre 2017 lo scoop del New York Times), il processo a suo carico segna più di un punto a favore dell’imputato, travolto da una pioggia di denunce.

Intanto nei giorni scorsi un secondo membro della squadra che lavora sul caso di Harvey Weinstein ha lasciato l’ufficio del procuratore distrettuale di Manhattan: si tratta di Jennifer Gaffney, vice capo dell’unità per i reati sessuali.

Il motivo? Lo scontro interno alla Procura, in particolare le accuse al procuratore capo Joan Illuzzi-Orbon di aver nascosto prove dannose contro una delle accusatrici dell’ex produttore di Hollywood. E’ di oggi una conferma in questo senso: i pubblici ministeri hanno dovuto ammettere che il detective capo della polizia di New York, Nicholas DiGaudio, aveva in effetti consigliato a una delle presunte vittime di cancellare messaggi telefonici compromettenti sulla vicenda prima di consegnare il telefono al Dipartimento per essere accolto come prova.

Le denunce contro Weinstein sono tantissime, 80, ma le vittime ammesse al processo sono tre, di cui una, Lucia Evans ha già ritirato le accuse: una testimone, attraverso una lettera occultata dal procuratore capo Joan Illuzzi-Orbon, aveva rivelato che il sesso orale cui diceva di essere stata costretta arrivò dopo un’offerta di lavoro, quindi con il pieno consenso.