Aldo Montano ricoverato per shock anafilattico dopo una cena a Roma: "Allergico alla caseina, la mia vita appesa ad un filo"
Paura per Aldo Montano: l’ex schermidore è finito al pronto soccorso dell’ospedale Santo Spirito di Roma per uno shock anafilattico dopo una cena in un ristorante. La disavventura è stata raccontata da Montano in un post sul suo canale ufficiale di Instagram:
“Ancora una corsa in ospedale. Ancora adrenalina, paura, farmaci. Ancora una volta con la vita appesa a un filo. Sono allergico alla caseina. Non è un capriccio, non è una moda alimentare, non è un’intolleranza. È un’allergia potenzialmente mortale. Eppure è successo di nuovo. Durante una cena in un ristorante di Roma, dopo aver comunicato chiaramente la mia allergia, mi sono ritrovato a lottare per la vita. Nel 2026 è inaccettabile che ci siano ancora superficialità, impreparazione e una sottovalutazione così grave delle allergie alimentari. Quando una persona informa il personale di avere un’allergia, non sta chiedendo un favore: sta consegnando la propria vita nelle mani di chi prepara e serve quel piatto”.
L’ex campione italiano, prima di ringraziare lo staff dell’ospedale, conclude: “È ora che le allergie alimentari vengano trattate per quello che sono: un’emergenza potenziale, non un dettaglio da ignorare. Perché tra una cena e una tragedia, a volte, c’è solo un errore”.
Cos’è la caseina e cosa fare se si è allergici
Vincenzo Patella, presidente della Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica (Siaaic), ad aprile aveva commentato all’Ansa la notizia della scomparsa di una studentessa di 15 anni a Ostia, avvenuta dopo aver consumato un pasto in un ristorante. La ragazza, come Montano, era allergica alle proteine del latte.
La caseina, spiega Patella, “la caseina è la più insidiosa perché è “termostabile e gastrostabile”. “Non si denatura con la bollitura a 100°C e resiste ai succhi gastrici, mantenendo intatto il suo potere allergizzante anche dopo la cottura . In soggetti altamente sensibilizzati, lo shock può essere scatenato persino dall’inalazione di vapori durante la bollitura del latte”. Nelle ristorazione, il pericolo principale è rappresentato dalla contaminazione o dall’ingrediente non dichiarato. “Sia che si tratti di formaggio grattugiato nella pasta, di latte nelle polpette o di proteine residue in cibi cotti, il cosiddetto ‘cibo nascosto’ resta la minaccia maggiore. A differenza delle allergie vegetali, per il latte le reazioni crociate sono meno frequenti, rendendo la contaminazione diretta la pista più probabile”.
Ciò che un paziente allergico deve sempre portare con sé, secondo l’allergologo, è l’adrenalina auto-iniettabile: “È un farmaco di autosomministrazione che permette di guadagnare il tempo necessario per raggiungere il pronto soccorso”. Anche i ristoratori possono fare la loro parte. “Pur non avendo l’obbligo di detenere adrenalina, i ristoratori devono essere formati”.
