Crans-Montana e la strage di Capodanno nel bar Le Constellation, nessun controllo di sicurezza dal 2020 (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Di fronte a decine di giornalisti arrivati da tutta Europa, il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, ha confermato un dato destinato a pesare sull’inchiesta: l’ultimo controllo antincendio nel bar Constellation, teatro della tragedia di Capodanno, risale al 2019, nonostante la normativa preveda verifiche “annualmente”. Per circa quaranta minuti, nella sala del centro congressi Le Régent, il primo cittadino ha risposto a domande incalzanti, ribadendo che spetterà alla magistratura stabilire le responsabilità. La giustizia, ha detto, “dirà quale influenza abbia avuto tale carenza nella catena di causalità che ha condotto alla tragedia”, precisando che “il Comune assumerà tutte le responsabilità che la giustizia determinerà”.
Pressioni, inchieste e il nodo delle dimissioni
Nonostante la crescente pressione delle famiglie delle vittime, che attraverso il legale Romain Jordan chiedono di mettere “sotto inchiesta” il Comune, Féraud esclude per ora le dimissioni: “Non è nel mezzo della tempesta che si abbandona la nave”. Sul fronte giudiziario, all’indagine svizzera si affianca quella della procura di Parigi, decisa ad “accompagnare le famiglie francesi nelle indagini condotte dalle autorità svizzere”. Parole che si aggiungono a quelle dell’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado, secondo cui in Italia i gestori del locale sarebbero stati arrestati, mentre in Svizzera restano indagati a piede libero.

I gestori del locale e i controlli mancati
I coniugi Moretti, gestori del Constellation, hanno assicurato: “Non cercheremo in alcun modo di sottrarci alle nostre responsabilità”. In una nota si dicono “devastati e sopraffatti dal dolore” e spiegano che i loro pensieri sono rivolti “alle vittime, ai loro cari che subiscono un lutto così brutale e prematuro, e a tutti coloro che stanno lottando per la propria vita”. Ribadiscono inoltre la “piena fiducia negli inquirenti” e la “piena collaborazione”. Dai documenti emerge che dopo i lavori del 2015 vi furono controlli nel 2016, 2018 e 2019, poi più nulla, nonostante nel solo 2025 siano state effettuate quaranta ispezioni in altri locali del Comune.
Le misure annunciate e il peso della tragedia
Féraud ha escluso ipotesi di corruzione e ricordato che la normativa “non menziona il controllo della qualità dei materiali”, pur sottolineando l’obbligo di “rispettare le leggi”. Ha inoltre spiegato che uscite di sicurezza ed estintore erano conformi e che un allarme antincendio non era richiesto. Commosso, ha concluso: “Porterò questo fardello e la tristezza di tutte queste famiglie per la mia vita”. Intanto il governo cantonale ha annunciato aiuti alle famiglie colpite e il sindaco ha disposto ispezioni straordinarie su tutti i 128 esercizi pubblici, vietando anche l’uso di qualsiasi “dispositivo pirotecnico nei luoghi chiusi”, come le candele da cui sarebbe partito l’incendio.
