Perché gli Alpini sono accusati di molestie, che sta succedendo alla loro Adunata in corso a Genova (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
Circa 400mila alpini stanno “invadendo” Genova da oggi e fino a domenica, in occasione del loro 97esimo raduno. Da un lato la città si è preparata ad accoglierli con aree attrezzate, bandiere tricolori ai balconi e tra un palazzo e l’altro, punti di ristoro. Dall’altro, soprattutto nella zona della città vecchia, la calata delle penne nere ha suscitato malumori e polemiche legate a degli episodi di molestie nei confronti delle donne accaduti anche in questa occasione ed anche in passato.
Le aggressioni contro gli alpini
Oltre alle polemiche ci sono state delle aggressioni. Una di queste è avvenuta la notte tra mercoledì e giovedì. Ad essere aggredito è stato un gruppetto di alpini: contro di loro sono stati lanciati barattoli di vetro dalla finestra di un palazzo nel centro storico. Gli amici, circa otto persone, erano seduti ai tavoli esterni di un locale di via San Bernardo quando sono stati sfiorati da alcuni oggetti che si sono infranti a terra, senza colpire nessuno. Sul posto sono arrivate le volanti della polizia, chiamate dal titolare del locale.
E ancora: nella serata di ieri, un alpino della sezione Germania che era in giro per i vicoli con tre o quattro amici è stato circondato da un gruppo di ragazzi che gli hanno rubato la penna nera. A raccontare l’episodio è stato lo stesso alpino sui social: “Siamo stati accerchiati da una ventina di ragazzi, tutti giovani, tutti ‘sinistroidi’ e ci hanno accerchiato e uno mi ha fregato la penna alpina e subito è scappato, io ho cercato di raggiungerli, ho visto dove l’ha messa ma sono stato accerchiato da dei ragazzi, mi dicevano guerrafondaio. Alla fine ho deciso di andarmene, erano arrivati ad essere trenta o quaranta”.
L’uomo questa mattina ha fatto denuncia in Questura e della vicenda si sta occupando la Digos perché ieri sempre sulle pagine social dei alcuni gruppi antagonisti era circolato un messaggio che invitava a partecipare al “gioco libero” chiamato “ruba la penna”, che prevede una gara a chi colleziona più penne nere, descrivendo gli alpini come coloro che “a Genova quotidianamente scortano e proteggono le ronde di carabinieri e sbirri nell’operazione strade sicure”. Non è quindi escluso al momento che si sia trattato di un episodio isolato e le indagini sono in corso.
Mugugni anche nella chiesa di San Torpete, storica parrocchia dei vicoli, che chiude domenica “causa alpini“. L’annuncio di don Farinella, prete antifascista che ha parlato apertamente di genocidio e si è schierato per il no al referendum sulla giustizia, è apparso sul portone di ingresso.
Insomma, Genova sembra divisa, con una parte dei cittadini contesta anche la scelta di effettuare una parata militare in tempo di guerra, e l’obbligo di chiusura per le scuole. Ma sia la sindaca Silvia Salis che il governatore Bucci hanno dato il loro benvenuto alle Penne nere condannando ogni tipo di violenza. Per Salis, “noi siamo qua per goderci di questo momento. Genova sta abbracciando gli alpini, qui sono i benvenuti, ne ho già incontrati a decine e continuerò a farlo, a parlare con loro, a dire che sono qua i benvenuti, a dire di godersi Genova”. Il governatore Bucci ha scritto sui social il suo benvenuto: “Genova e la Liguria sono entusiaste di accogliervi a braccia aperte. In questi giorni abbiamo letto e ascoltato polemiche, messaggi divisivi e anche episodi che non rappresentano il sentimento vero della nostra terra – ha proseguito Bucci -. La nostra città sa distinguere tra rispetto e strumentalizzazione, tra accoglienza e paura alimentata inutilmente. La Liguria vi accoglie come meritate: con affetto, riconoscenza e il calore di una comunità che vuole vivere insieme a voi giorni indimenticabili”.
Le accuse di molestie
Quello che sta facendo discutere sono le accuse di molestie che, come accaduto negli anni scorsi nelle altre adunate, peserebbero sugli alpini stessi. Sempre nella notte tra mercoledì e giovedì, in città sono stati affissi dei manifesti con su scritto “Meno alpini, + gattini” e “Non è festa se c’è chi molesta”. Sotto le frasi, un QR code da inquadrare che porta a un format anonimo per le segnalazioni di eventuali molestie durante i giorni dell’adunata. “Raccogliamo la tua testimonianza e quella di altre, per dare voce al disagio provocato dall’adunata: per strada, nei locali, nei negozi, sui mezzi pubblici! Ogni testimonianza conta e merita di essere ascoltata”. I manifesti sono stati attaccati da Non una di meno Genova, Rete di donne per la politica, Udi – Unione donne in Italia e dal Centro antiviolenza Mascherona. Il centrodestra ha condannato i manifesti all’unisono parlando di “orgoglio e gratitudine per gli alpini“.

“A volte passo accanto a una signora e le dico ‘ciao bella’”
L’agenzia Agtw ha intanto realizzato un video in cui un alpino, nel rispondere alle accuse di molestie, ha spiegato il loro comportamento: “A volte passi di fianco a una signora e diciamo ‘ciao bella signora’, non le mettiamo le mani addosso”.
Al di là delle dichiarazioni fioccano però già alcune segnalazioni da parte di donne che hanno subito sguardi e apprezzamenti non richiesti da parte delle penne nere. Si tratta di casi isolati che però confermerebbero quanto riconosciuto anche dall’Associazione Nazionale Alpini dopo l’Adunata di Rimini del 2022, quando aveva fatto mea culpa, confermando l’esistenza di casi di molestie.
A denunciare un caso è Alice Salvatore, cittadina genovese che è stata consigliera regionale dal 2015 al 2020, prima nel Movimento 5 Stelle con cui si era candidata alla presidenza della Regione, poi tra le fila del gruppo “Il Buonsenso”. Salvatore ha scritto un post su Facebook dal titolo “Buona Adunata a tutte” spiegando cosa le è accaduto: “Salita sul bus, e già vedo sguardi alticci di due ragazzi con birra in mano che mi fissano in modo insistente. Tempo 2 minuti (reali) e vengo molestata da altri tre alpini più attempati, uno si avvicina a me, tira fuori il cellulare e comincia a farmi il verso, avvicinandosi sempre di più, digitando al cellulare, guardandomi e sghignazzando insieme agli altri (stavo lavorando col cell). Gli ho fatto passare la voglia con risposta tagliente. Ed erano solo le 11 del mattino. Chissà se sarebbe successo ad un uomo”.
La Salvatore è stata poi contattata da Genova Today ed ha precisato di non avere niente contro gli alpini né contro l’Adunata raccontando anche che “venticinque anni fa, da studentessa, ero a quella di Genova del 2001 e mi ero divertita parecchio. Il punto non è il corpo nel suo complesso, sono alcuni comportamenti che si ripetono e che meritano attenzione. Del resto è la stessa Ana che dopo Rimini 2022, ad aver lanciato il progetto #controlemolestie: il problema lo riconosce l’associazione, non l’ho inventato io”.
