Si finge agente FBI per liberare Luigi Mangione, arrestato davanti al carcere federale di Brooklyn (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Un uomo di 36 anni originario di Mankato, Minnesota, è stato arrestato e incriminato per aver finto di essere un agente dell’FBI nel tentativo di entrare in un carcere federale di New York per liberare Luigi Mangione. L’episodio è avvenuto mercoledì sera al Metropolitan Detention Center di Brooklyn, dove Mangione è detenuto in attesa di processo per l’omicidio dell’amministratore delegato di UnitedHealthcare, Brian Thompson.
Secondo l’atto di accusa, l’uomo si è presentato all’ingresso della struttura e ha detto agli agenti di possedere un ordine del tribunale “firmato da un giudice” che autorizzava il rilascio di un detenuto specifico. Quando gli è stato chiesto di mostrare le sue credenziali federali, ha esibito solo una patente di guida del Minnesota e ha affermato di avere delle armi. Gli ufficiali hanno quindi interrogato l’uomo e lo hanno arrestato sul posto prima che potesse avvicinarsi ai detenuti.
Dettagli del caso e oggetti trovati
Dopo l’arresto, gli agenti del carcere hanno perquisito lo zaino dell’uomo e trovato una forchetta da barbecue e una lama circolare in acciaio simile a quella di un tagliapizza. Inoltre, Anderson avrebbe mostrato e lanciato verso gli agenti numerosi documenti apparentemente legati a reclami legali contro il Dipartimento di Giustizia. Non è chiaro se l’uomo abbia collegamenti diretti con Mangione o con la sua difesa, né quale fosse la sua reale motivazione. Alcune fonti dicono che fosse arrivato a New York dopo che una opportunità di lavoro era fallita e stava lavorando in una pizzeria.
Le autorità federali lo hanno accusato di impersonificazione di un agente federale, un reato serio che può comportare pene significative, e dovrebbe comparire davanti a un giudice federale di Brooklyn per l’udienza preliminare.
Il contesto del caso Mangione
Il tentativo di liberare Mangione arriva in un momento critico del suo iter giudiziario. Il 27enne è accusato dell’omicidio del CEO di UnitedHealthcare, Brian Thompson, avvenuto nel dicembre 2024 a Manhattan, per cui si è dichiarato non colpevole. Attualmente affronta processi sia federali che statali che potrebbero portare anche alla pena di morte, una decisione che sta influenzando il calendario delle udienze e delle arringhe.
Secondo i piani giudiziari, la selezione della giuria federale è fissata per l’8 settembre 2026, con le fasi successive che dipenderanno dalle decisioni sulla possibilità di chiedere la pena capitale. Nel frattempo, Mangione resta detenuto nella stessa struttura dove è avvenuto il tentativo di liberarlo.
