Economia

Argentina: crolla il peso (-17%), ma la rediviva Kirchner non se ne cura

Argentina: crolla il peso (-17%), ma la rediviva Kirchner non se ne cura

Argentina: crolla il peso (-17%), ma la rediviva Kirchner non se ne cura

BUENOS AIRES – Argentina: crolla il peso (-17%), ma la rediviva Kirchner non se ne cura. La señora Cristina Kirchner ha scelto un brutto momento per la sua riapparizione in pubblico dopo 42 giorni di silenzio: la moneta argentina, il peso, è in caduta libera, ha perso il 17% nei confronti del  dollaro, il crollo più pesante degli ultimi 12 anni. Un vero “jueves negro” che rende meno fantasmatici i rischi di un nuovo default, con la banca centrale che all’inizio ha rinunciato ad intervenire per preservare le riserve in valuta estera ridotte al lumicino (ai minimi da 7 anni), quindi (ieri 25 gennaio) ha cambiato idea, abolendo il blocco all’acquisto di dollari. Da lunedì prossimo gli argentini potranno tornare ad acquistare liberamente la moneta statunitense.

Cristina Fernandez de Kirchner ha annunciato il lancio di un programma di assistenza economica allo studio per i giovani delle categorie più svantaggiate, ignorando però l’emergenza economica del paese, in particolare l’alta inflazione e la svalutazione del peso. Kirchner – che non pronunciava un discorso dallo scorso 10 dicembre, in stridente contrasto con il suo stile di comunicazione precedente – ha annunciato la nuova iniziativa dalla Casa Rosada, circondata dai responsabili del suo governo ed applauditissima da un pubblico di fedelissimi, che ha salutato lungamente dopo la presentazione del cosiddetto “Programa Progresar”, che garantirà poco più di 60 euro mensili ai giovani fra i 18 e i 24 anni che non hanno un lavoro, se si iscrivono a una scuola, un liceo o a un istituto di formazione professionale pubblico.

La “presidenta” ha difeso il bilancio dei dieci anni di governo peronista inaugurati nel 2003 da suo marito e predecessore Nestor Kirchner, ha sottolineato che i giovani senza lavoro – a cui è diretto il suo nuovo programma – sono “i figli del neoliberalismo” degli anni ’90, e ha criticato – senza mai identificarli – gli oppositori alle sue politiche, accusandoli di voler destabilizzare il paese per distruggere le sue conquiste sociali. Gli analisti, e in primis la stampa di opposizione, hanno osservato come nel suo atteso “discorso del ritorno” Kirchner non abbia però fatto alcun cenno ai diversi problemi che hanno scosso il paese nell’ultimo mese, con un’impennata dell’inflazione che ha portato il tasso annuale al di sopra del 25% e il peso che solo nelle ultime 48 ore ha perso oltre 25 centesimi rispetto al dollaro: oggi si vende a 8 pesos sul mercato legale e raggiunge quasi i 12 su quello “parallelo”.

Clarin, il quotidiano diventato l’arcinemico del governo, ha titolato “Come se non fosse successo niente”, ma anche osservatori più imparziali hanno indicato che Kirchner non ha nemmeno approfittato dell’occasione per fare gli auguri per il nuovo anno ai suoi concittadini. Imperturbabile, il capo di gabinetto Jorge Capitanich ha commentato oggi che il capo dello Stato “non può parlare di tutti gli argomenti in un solo discorso”.

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