Banca Popolare di Bari, l’audio dell’ex ad De Bustis a tre giorni dal commissariamento: “Dati truccati”

di redazione Blitz
Pubblicato il 18 Dicembre 2019 11:46 | Ultimo aggiornamento: 18 Dicembre 2019 11:46
Banca Popolare di Bari, l’audio dell’ex ad De Bustis a tre giorni dal commissariamento: “Dati truccati”

(Ansa)

BARI – “Questo è un esempio di scuola di cattivo management, irresponsabile, esaltato”: sono alcune delle parole dette dall’ingegnere Vincenzo De Bustis, ex amministratore delegato della Banca Popolare di Bari, e riportate in un audio pubblicato in esclusiva da Fanpage. Il giornale online scrive che queste parole sarebbero state pronunciate durante una riunione del management bancario lo scorso 10 dicembre, a tre giorni dal commissariamento dell’istituto da parte della Banca d’Italia.

Nell’audio, pubblicato da fanpage.it e acquisito dalla Procura di Bari, si sentono i vertici della banca pugliese De Bustis e Gianvito Giannelli, ex presidente, descrivere un quadro ben diverso da quello trovato dalla vigilanza. 

De Bustis si sfoga per la situazione ereditata: “Quando sono arrivato la prima volta c’era un signore coi capelli bianchi a capo della pianificazione e controllo, a cui chiesi di vedere i dati delle filiali. Tutti truccati. Truccavate persino i conti economici delle filiali”, si sente dire nell’audio dall’ex ad. E ancora: “E’ stato veramente irresponsabile quello che è successo negli ultimi tre, quattro anni. Questa banca è un esempio di scuola di cattivo management, irresponsabile, esaltato”.

L’ingegnere De Bustis mette sotto accusa il credito, che “è stato la palla di piombo che ha distrutto il patrimonio” della banca. “Alla fine sarà la distruzione, 800-900 milioni, è stato distrutto – afferma – un patrimonio di questa entità”.

Per De Bustis, inoltre, “il cost/income, cioè il rapporto costo/ricavo, è indecente. Non è possibile che una banca possa viaggiare al 100% quando alcune banche stanno al 50%. Quindi ci sono troppi costi e pochi ricavi”. Di fronte a tutto questo “un piano di ristrutturazione è imprescindibile” e con un “taglio degli organici molto importante”, argomenta sottolineandone l’importanza anche di fronte all’Europa.

Nella stessa occasione, e quindi a tre giorni dal commissariamento, l’ex presidente Giannelli assicura che “non c’è rischio” in questo senso, anche perché “c’è un piano industriale serio che prevede gli interventi di investitori istituzionali, una parte pubblica e una parte privata, cioè il Fondo interbancario, con un percorso light, non stiamo parlando di Genova, passata per il commissariamento, e meno che mai delle banche venete”. Un “percorso di messa in sicurezza” che “è assistito dalla Vigilanza”, assicura Giannelli e che sarà “molto breve per i primi passaggi che si chiuderà prima di Natale”.

Ora il quadro è completamente diverso, con i commissari Enrico Ajello e Antonio Blandini che in un primo incontro con i sindacati hanno chiesto di essere insieme artefici del risanamento dell’istituto. Un salvataggio che passa soprattutto attraverso il Governo con il commissario europeo, Paolo Gentiloni, che plaude all’intervento dell’esecutivo che ha stanziato 900 milioni per ricapitalizzare il Mediocredito Centrale, perno della futura banca d’investimento per il Sud.

Altra forza in campo è il Fondo interbancario, il cui contributo deve essere definito e che giovedì 19 dicembre ha un comitato di gestione e venerdì un consiglio con un punto dedicato a “ipotesi di intervento” proprio sulla Bari. (Fonti: Fanpage, Ansa)