Economia

Bancomat: quando è obbligatorio il Pos in negozio e ufficio

Bancomat: quando è obbligatorio il Pos in negozio e ufficio

Bancomat: quando è obbligatorio il Pos in negozio e ufficio

ROMA – Bancomat: quando è obbligatorio il Pos in negozio e ufficio. Posso pagare con bancomat o carta di credito? Quante volte, dal negozio di vernici al dentista, dal bar sotto casa al parrucchiere, abbiamo ricevuto un no secco e senza possibilità di alternativa: si accettano solo contanti. Ora, si cambia, anche se una legge che obbliga tutti gli esercenti (a parte qualche eccezione che vedremo) a dotarsi di Pos (point of sale, punto vendita), cioè del dispositivo per i pagamenti, esiste già. Solo, e questa è la differenza, che adesso scatterà una sanzione di 30 euro per chi non si adegua.

“I soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali, sono tenuti ad accettare anche pagamenti effettuati attraverso carte di debito e carte di credito”, dice la legge, cui va aggiunto il rinvio al codice penale che fissa fino a 30 euro la sanzione per chi non accetta i pagamenti diversi dal contante.

Con le dovute eccezioni. Ma, con l’introduzione delle sanzioni contenute nel prossimo decreto legislativo di attuazione della direttiva europea che taglia i costi dei pagamenti con moneta elettronica, si potrà pagare con il bancomat praticamente ogni volta che abbiamo bisogno di un prodotto o di un servizio.

Vale l’obbligo per tutti i commercianti, dai negozi ai ristoranti, dalle gelaterie alle pizzerie fino ai pub passando per i bar. Vale l’obbligo per gli artigiani, tutti, compresi quelli sotto una certa soglia di reddito che all’inizio potevano contare su una esimente che non c’è più.

Vale l’obbligo per i professionisti.  Per quelli dell’area economico-legale: avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro, notai. Per quelli dell’area tecnica: dagli architetti agli ingegneri, dai geometri agli agronomi. Vale per medici e dentisti, comunque per tutti i professionisti che operano a diretto contatto con il pubblico.

Non vale l’obbligo (cioè forse saranno esentati) i professionisti associati (perché magari il contatto con il pubblico lo tengono gli uffici con cui collaborano). Molto probabile che anche benzinai e tabaccai, che in effetti agiscono un po’ da sostituti d’imposta per conto dello Stato con le accise, vengano esentati dall’obbligo.

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