Boom di banconote da 500: l’irresistibile richiamo del materasso

di Warsamé Dini Casali
Pubblicato il 16 Novembre 2011 9:21 | Ultimo aggiornamento: 16 Novembre 2011 12:38

ROMA – Non siamo ancora, per fortuna, alla corsa agli sportelli bancari: tuttavia, iniziano a circolare molte più banconote da 500 euro. E’ forte il sospetto, non empirico ma suffragato da un precedente di valore simile all’epoca del crollo della Lehman Brothers, che stia aumentando il numero dei risparmiatori che sceglie il metodo più antico per fronteggiare i rovesci finanziari: nascondere il contante sotto il materasso. O verso porti più sicuri, come la Svizzera e la Germania.

Si sa che la banconota da 500 euro è il taglio preferito per occultare il riciclaggio di denaro sporco. Ma, proprio l’esperienza Lehman suggerisce che è un buon indicatore dei comportamenti individuali in tempi di crisi: tra il settembre e l’ottobre 2008 il numero di banconote da 500 in circolazione in Europa aumentò di colpo da 470 a 520 milioni, per un valore di 25 miliardi. Al momento, secondo i dati forniti dalla Bce, la tendenza è ricominciata ad aprile con l’aggravarsi della crisi greca. A parte una pausa ad agosto, la curva ascendente della circolazione delle banconote è stata costante fino alla brusca accelerazione di settembre. Tra agosto e settembre 2011, un salto da 584 a 591 milioni di biglietti pesanti. Nel giro di poche settimane 3 miliardi e mezzo sono circolati con il taglio più pesante e, diciamo così, meno maneggevole: questo valore è stato pari a quello delle banconote da 50, quelle di uso più frequente.

D’altra parte, il comportamento del cittadino/cliente sembra replicare in piccolo quello delle banche, in chiara crisi di liquidità. Stante la difficoltà a reperire capitale, le banche europee non si prestano più soldi fra loro, rinunciano a prestare soldi alle imprese, scaricano i costi sui clienti. E per evitare che da poco liquide si trasformino in insolvibili vendono titoli sovrani che non hanno più il marchio dell’affidabilità certa (questo significa svalutare del 21% prima e del 50% poi del debito greco) e accettano interessi bassissimi parcheggiando capitali alla Bce e o in Germania, pur di salvare il salvabile. I soldi, fiutato il pericolo, stanno scappando verso il centro Europa. Quando, non visti, non si siano acquattati sotto il materasso.