Bce-Germania, compromesso: a ogni Stato metà rischi sui titoli. Bazooka scarico?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Gennaio 2015 11:38 | Ultimo aggiornamento: 19 Gennaio 2015 11:51
Bce-Germania, compromesso: a ogni Stato metà rischi sui titoli. Bazooka scarico?

Bce-Germania, compromesso: a ogni Stato metà rischi sui titoli. Bazooka scarico?

ROMA – Bce-Germania, compromesso: a ogni Stato metà rischi sui titoli. Bazooka scarico? Giovedì sarà “il giorno più lungo” per la Bce che dovrà dettagliare modalità e quantità dell’operazione di acquisto di titoli Qe (quantitative easing) ma le ipotesi che circolano in queste ore suscitano dubbi e critiche sull’effettiva efficacia e i rischi dell’operazione. Il compromesso con la Germania per ottenere il suo via libera all’operazione di cui si parla, specie sulla stampa tedesca, disegna uno schema in cui il rischio sull’esposizione ai titoli di stato, fino al 50%, sarebbe a carico delle singole banche centrali nazionali.

Una ipotesi che, secondo l’editorialista del Financial Times Wolfgang Munchau rischia però di “annacquare” l’intera operazione, risolvendo il problema dei tedeschi ma “creandone uno ancora maggiore”. Sempre secondo il FT, “la Bce si prepara a inchinarsi alla pressione tedesca sul Qe”, ma se accettasse di non rispettare il principio della condivisione delle perdite si esporrebbe al rischio di derogare dal suo compito di mantenere l’unione monetaria nel suo corretto esercizio.

Voci critiche che si aggiungono a quelle emerse nei giorni scorsi, preoccupate di una sostanziale inefficacia del “bazooka” di Draghi. Un’operazione congegnata in questa maniera, è l’analisi di molti economisti, potrebbe addirittura far crescere l’effetto di frammentazione dell’area dell’euro. Anche le dimensioni sono oggetto di dibattito: gli analisti stimano un accordo di massima fino a 750 miliardi di euro, giudicato da molti largamente insufficiente.

Il parere dell’avvocato generale della corte Ue, che ha giudicato legittimo il programma di acquisti Omt (peraltro mai attivato) dovrebbe consentire alla Bce di intraprendere la strada più coraggiosa, ragionano i sostenitori di un Qe aggressivo. A questo va aggiunta la decisione della Bca centrale della Svizzera presa giovedì di abbandonare il tetto al franco che ha sostanzialmente preso atto della futura mossa della Bce.

E il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan ha chiesto così un Qe “senza vincoli” mentre il governatore di Banca d’Italia Ignazio Visco ha ricordato come nelle operazioni di politica monetaria nell’Eurosistema il rischio è condiviso. Il presidente Mario Draghi ha la maggioranza nel consiglio ma deve fare i conti con l’esplicita opposizione del presidente Bundesbank e di altri componenti, fautori della soluzione che accolli i rischi, almeno in parte alle singole banche nazionali.

Un modo per responsabilizzare i paesi e limitare i potenziali effetti negativi sui contribuenti tedeschi. In questo modo, secondo Munchau però “se la Germania vuole proteggersi da un ipotetico default dell’Italia perché non dovrebbe farlo anche un investitore?” e in questo scenario la “Banca d’Italia avrebbe il capitale azzerato” e dovrebbe “vendere le riserve” anche se potrebbe, in quanto azionista Bce, reclamare parte degli utili di Francoforte lasciando aperti molti interrogativi. Si vedrà quindi se l’incontro di Draghi con il cancelliere Angela Merkel tenuto nei giorni scorsi abbia permesso di porre, e in che modo, l’ultimo tassello all’operazione che comunque verrà definita giovedì.