Bce: “Insieme al risanamento va rilanciata la crescita dell’Eurozona”

Pubblicato il 10 Maggio 2012 10:06 | Ultimo aggiornamento: 10 Maggio 2012 11:07

ROMA – ”Insieme al risanamento dei conti pubblici, bisogna incrementare la crescita e il suo potenziale nell’area dell’euro attraverso riforme strutturali incisive”. Lo scrive la Bce nel bollettino di maggio: se il risanamento grava sulla crescita a breve, nondimeno favorisce ”gli investimenti privati e la crescita a medio termine”.

Secondo la Bce, per rafforzare la crescita nell’Eurozona, soprattutto nei Paesi che hanno perso produttività e devono stimolarla, occorre ”rafforzare la concorrenza nei mercati dei beni e servizi e la capacità di aggiustamento salariale e occupazionale delle imprese”.

La Banca centrale europea sottolinea che è compito dei governi nazionali ”intraprendere politiche risolute per far fronte a squilibri e vulnerabilità rilevanti sul piano finanziario, strutturale e dei conti pubblici”. La Bce riconosce i progressi fatti ma chiede ”traguardi più ambiziosi” a ”diversi governi”.

Nel bollettino l’istituto europea sottolinea che i dati del lavoro dell’area dell’euro continuano a indebolirsi: il tasso di disoccupazione a marzo ha raggiunto il 10,9%. ”I dati delle indagini segnalano ulteriori sviluppi negativi nel prossimo futuro”.

Nel corso del 2012 l’economia dell’area euro dovrebbe registrare ”una graduale ripresa” grazie alla domanda estera, ai bassi tassi d’interesse e alle misure anti-crisi adottate. Ma ”le prospettive economiche restano soggetto a rischi al ribasso, che riguardano in particolare l’intensificarsi delle tensioni nei mercati del debito dell’area euro”.

Gli economisti delle istituzioni private prevedono per l’economia dell’Eurozona una contrazione dello 0,2% nel 2012, in lieve peggioramento rispetto al -0,1% atteso tre mesi fa. La Bce, presentando i risultati della sua Survey of Professional Forecasters, ha detto che per il 2013 la crescita è stimata all’1% (1,1% tre mesi fa), mentre nel lungo termine (2016) ci si attende in media un +1,8%. Peggiorano anche le attese degli economisti sulla disoccupazione nei Diciassette: la Survey dà una previsione dell’11% per il 2012 e del 10,9% per il 2013, in calo all’8,9% nel lungo termine.

La situazione finanziaria delle piccole e medie imprese nell’Eurozona ”è deteriorata” fra ottobre e marzo, con una disponibilità di finanziamento esterno che si eè ”ridotta” mentre ”aumentano i casi di rifiuto delle richieste di prestiti bancari” con una politica delle banche ”assai prudente”.

Sulla crisi ha parlato anche la cancelliera tedesca Angela Merkel. Intervenendo in Parlamento a Berlino, Merkel ha detto: ”Non ci sono strumenti miracolosi contro la crisi, gli eurobond non sono sostenibili”. La cancelliera ha sottolineato di essere favorevole alla crescita, ma non a quella finanziata con i prestiti: questa avrebbe effetti controproducenti sulla crisi, secondo Merkel.

”Una crescita basata sui debiti ci riporterebbe all’inizio della crisi”, ha aggiunto la cancelliera, mentre “una crescita basata sulle riforme strutturali è ragionevole, importante, necessaria”. ”Il freno ai debiti e la crescita sono i due pilastri” della strategia contro la crisi europea.