Bond e antispread, tempi duri per Draghi. Weidmann minaccia di mollare

Pubblicato il 1 settembre 2012 11:43 | Ultimo aggiornamento: 1 settembre 2012 11:44
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Mario Draghi (LaPresse)

BERLINO – Da un lato Jens Weidmann, presidente della Bundesbank e dall’altro Mario Draghi, testa della Bce. Il primo sarebbe stato a un passo dalle dimissioni come ultima battaglia della guerra con il secondo. Weidmann è in totale dissenso con la Bce sulle misure straordinarie in funzione antispread. Voleva dimettersi, ha scritto il giornale tedesco Bild, proprio come l’ex capo economista tedesco Juergen Stark, che lasciò il board dell’Eurotower, non condividendone la linea.

E come Axel Weber, che ha rifiutato di assumere la candidatura della guida della Bce, deludendo la cancelliera. Weidmann avrebbe pensato insomma a un clamoroso passo indietro. E sarebbe stato il governo tedesco a chiedergli, invece, di restare.

La tesi di Weidmann contro Draghi è questa: gli acquisti dei bond da parte della Eurotower – mai condivisi – equivalgono a un finanziamento degli Stati. E questo mette in pericolo l’indipendenza della Bce e ha l’effetto di una droga per i paesi che ne beneficiano.

Per Draghi invece è nelle possibilità della Bce anche ricorrere a misure straordinarie, se necessario.

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