Borse, venerdì nero. Giù Wall Street e listini europei. Ma negli Usa migliora il tasso di disoccupazione

Pubblicato il 5 Febbraio 2010 19:53 | Ultimo aggiornamento: 5 Febbraio 2010 19:53

Il 5 febbraio è stato un “venerdì nero” per le Borse europee: se si somma la giornata precedente, i mercati del Vecchio Continente hanno bruciato quasi 220 miliardi di capitalizzazione. I listini europei hanno risentito della preoccupazione per il deficit di alcuni Paesi come Spagna, Grecia e Portogallo.

Al termine della seduta odierna i mercati del Vecchio Continente hanno visto l’indice paneuropeo Dj Stoxx 600 perdere l’1,92% a 238 punti, tornando ai livelli dello scorso novembre. In particolare, con la seduta odierna sono andati in fumo 90 miliardi di capitalizzazione che si aggiungono ai 128 della seduta precedente. Ovvero 218 miliardi in due giornate.

Affonda la Borsa di Parigi affonda Parigi (-3,40%). Gli ordini in vendita piegano anche Milano (Ftse Mib -2,75%) e Zurigo (-1,82%). In calo anche Londra (-1,53%), Francoforte (-3,40%) e Madrid (-1,35%).

I mercati europei hanno subito il riflesso della giornata negativa di Wall Street. La Borsa statunitense ha chiuso infatti con un indice negativo del 2,2%. Eppure la giornata era cominciata bene a Wall Street: l’apertura era stata positiva per via dei dati relativi all’occupazione negli Stati Uniti.

Il dipartimento del Lavoro americano ha infatti annunciato per il mese di dicembre una flessione di 20.000 posti di lavoro, ma il tasso di disoccupazione si è attestato al 9,7%. Un risultato, questo, migliore rispetto alle attese dell’amministrazione Obama. La casa Bianca aveva infatti previsto che per tutto il 2010 il tasso si mantenesse sul 10%.

Nel mese di gennaio il tasso di disoccupazione degli Stati Uniti ha raggiunto i livelli più bassi da agosto. A ottobre il tasso era “schizzato” al 10,2%, per poi scendere nuovamente al 10 il mese successivo.

Secondo i dati del ministero del Lavoro, inoltre, a dicembre sono stati persi 150 mila posti di lavoro. In compenso, a novembre sono stati creati 64 mila nuovi posti.

Anche la Borsa di Tokyo, sulla scia dei dati sulla disoccupazione Usa, ha chiuso in forte ribasso. L’indice Nikkei dei 225 titoli guida ha perso 298,89 punti, pari al 2,9%, e scendendo a quota 10.057,09.