Carige, bufera Consob sui conti 2013. Aumento di capitale travolge la Fondazione

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Gennaio 2015 14:31 | Ultimo aggiornamento: 12 Gennaio 2015 14:31
Carige, bufera Consob sui conti 2013. Aumento di capitale travolge la Fondazione

Carige, bufera Consob sui conti 2013. Aumento di capitale travolge la Fondazione

GENOVA – Carige, bufera Consob sui conti 2013. Aumento di capitale travolge la Fondazione. Non si arrestano le scommesse sul risiko bancario. Al centro, oltre a Mps, c’è sempre Carige. A Genova, in attesa del via libera europeo al capital plan, prosegue il lavoro sull’aumento di capitale con il Consorzio delle banche che, secondo anche indiscrezioni di stampa, ha fissato incontri per la prossima settimana. Nel frattempo Consob ha messo sotto la lente il bilancio 2013.  Carige, dopo lo stop, è tornata oggi alle negoziazioni in Borsa. Il titolo ha ceduto l’8,35%.

La Commissione ha notificato alla banca un atto di citazione “a mezzo del quale è stato instaurato presso il Tribunale di Genova un procedimento civile” che ha come come oggetto la “richiesta di declaratoria di nullità o di annullamento della delibera assembleare del 30 aprile 2014 di approvazione del bilancio al 31 dicembre 2013 per asserita non conformità”. Dalla banca confidano che “l’autorità giudiziaria confermi la correttezza del proprio operato e la conformità dei bilanci che ne disciplinano la redazione”.

Il 2015 passerà alla storia come uno degli anni più complessi nella storia sia di Carige sia dell’omonima Fondazione prima azionista. Se, da una parte, la banca genovese, a seguito del verdetto sugli stress test, dovrà avviare un nuovo aumento di capitale, dopo quello da 800 milioni concluso appena l’estate scorsa, dall’altra, la Fondazione Carige deve fare tornare i conti.

E non è facile: con il crollo di Borsa delle azioni, che nel 2014 hanno perso qualcosa come il 70%, e una capitalizzazione di 572 milioni, ormai il 19,18% in mano all’ente presieduto da Paolo Momigliano non vale nemmeno 110 milioni. In altri termini, meno del debito della stessa Fondazione, che alla fine del 2013 sfiorava i 186 milioni e comprendeva l’esposizione verso Mediobanca, per 95 milioni, e quella da 83,4 milioni relativa allo scoperto di conto corrente con la stessa Carige, senza contare i 6,24 milioni da restituire al ministero dell’Economia per la conversione delle azioni della Cassa Depositi e Prestiti (l’ente ha lo 0,6 per cento). (Carlotta Scozzari, La Repubblica)

Nel dettaglio la Consob ha contestato a Banca Carige “la non condivisione delle modalità di recepimento” delle osservazioni formulate nella propria delibera del 10 gennaio 2014 riguardanti la rideterminazione dei valori degli avviamenti e delle partecipazioni nelle controllate bancarie e assicurative per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2012.  Le violazioni contestate avrebbero conseguentemente comportato anche una violazione del principio generale di competenza economica.

La banca specifica, però, che “in via autonoma”, nel resoconto intermedio di gestione al 30 settembre 2013, ha provveduto “a rettificare in misura significativa il valore degli avviamenti e delle partecipazioni già iscritti nei bilanci al 31 dicembre 2012”.

Passando invece al riassetto azionario il destino di Carige è nelle mani della Fondazione, in cerca di un partner a cui cedere parte del suo 19%, anche per far fronte a 120 milioni di debiti netti verso la stessa Carige e Mediobanca. Bollate, come prive di fondamento, dalla Compagnia di San Paolo le voci di interesse i riflettori sono tutti accesi su Andrea Bonomi dopo che il finanziere non è riuscito a strappare Club Med ai cinesi di Fosun. L’eventuale ingresso del finanziere e della sua Investindustrial ha già dato in passato slancio in Borsa alla banca. Titolo su cui resta grande attenzione, dopo il rally messo in atto nell’ultime otto sedute il cui saldo positivo è del 24 per cento.