“Chiuso per crisi”: 150mila tra negozi e attività commerciali a rischio nel 2012

Pubblicato il 3 settembre 2012 9:36 | Ultimo aggiornamento: 3 settembre 2012 9:37

Chiuso per crisiROMA – La crisi chiude i negozi. Nel 2012 le attività a rischio sono 150mila secondo le previsioni di Confcommercio, contro le 105mila cessate nel 2011. I dati riguardano il settore commerciale e di vendita all’ingrosso e al dettaglio. Recessione, tassazione e Imu, secondo la Cgia Mestre, sono un cocktail letale per le imprese. Stroncate dalle spese e dal calo dei consumi, che nel 2012 sono scesi del 3,3% procapite, le famiglie non spendono. L’economia si blocca, la crisi avanza e le imprese chiudono. A risentire della crisi sono soprattutto le piccole imprese ed i negozi di vendita al dettaglio, con i centri storici delle città tappezzati da cartelli “Vendesi” o “Affittasi” là dove un tempo vi era il panettiere di fiducia.

Nel 2011 il saldo tra le nuove aziende aperte e quelle cessate è stato fortemente negativo con 34mila attività in meno. Di queste 18.648 erano negozi e punti di vendita al dettaglio. Ma per il 2012 il numero è destinato ad aumentare: solo nel settore delle vendite al dettaglio le chiusure previste sono 20mila, per un totale di 65mila negozi chiusi entro la fine del 2012.

E se le attività chiudono, vengono cancellati anche i posti di lavoro. Se consideriamo che ogni attività chiusa implichi il licenziamento di un dipendente, si parla di 150mila lavoratori a casa nel 2012. Un numero destinato a crescere, per ogni impiegato in più che vede il suo posto di lavoro chiudere i battenti.

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