Decreto clima, fino a 5mila euro di bonus a chi vende prodotti sfusi o alla spina

di redazione Blitz
Pubblicato il 9 Ottobre 2019 0:32 | Ultimo aggiornamento: 9 Ottobre 2019 7:04
Decreto clima, fino a 5mila euro a chi vende prodotti sfusi o alla spina

Decreto clima, fino a 5mila euro a chi vende prodotti sfusi o alla spina (Foto archivio Ansa)

ROMA  –  Fino a 5mila euro ai negozianti “che attrezzano spazi dedicati alla vendita di prodotti sfusi o alla spina, alimentari e per l’igiene personale”. E’ il contributo economico previsto in una bozza del decreto clima. 

Il contributo, è scritto nella bozza, sarà dato “secondo l’ordine di presentazione delle domande, nel limite complessivo di 20 milioni di euro negli anni 2020 e 2021, sino ad esaurimento risorse”, purché “il contenitore offerto non sia monouso”. Equivarrà alla spesa sostenuta e documentata per un importo massimo di 5mila euro. 

La norma per incentivare la vendita di prodotti sfusi e alla spina era in una prima bozza del decreto sul clima e poi era stata stralciata. Ora ricompare, in vista del Consiglio dei ministri in programma giovedì.

La copertura della misura, che è sperimentale, è stimata in 20 milioni di euro negli anni 2020 e 2021 e “si provvede mediante riduzione delle proiezioni dello stanziamento del fondo speciale di conto capitale iscritto, ai fini del bilancio triennale 2019-2021, nell’ambito del programma ‘Fondi di riserva e speciali’ della missione ‘Fondi da ripartire’ dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2019, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare”.

“Con decreto del ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, d’intesa con il Ministro dello sviluppo economico, entro il termine di 60 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono fissati i requisiti e le modalità per l’ottenimento del contributo e per la verifica dello svolgimento dell’attività di vendita per un periodo minimo di tre anni a pena di revoca del contributo”, si legge nel testo. (Fonte: Ansa)