Def. Assalto al “tesoretto” di carta. 1,6 mld: sussidi poveri, scuola, esodati

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 Aprile 2015 9:51 | Ultimo aggiornamento: 14 Aprile 2015 9:51
Def. Assalto al "tesoretto" di carta. 1,6 mld: sussidi poveri, scuola, esodati

Def. Assalto al “tesoretto” di carta. 1,6 mld: sussidi poveri, scuola, esodati

ROMA – Def. Assalto al “tesoretto” di carta. 1,6 mld: sussidi poveri, scuola, precari. Scoperto il tesoretto da 1,6 miliardi nel Def adesso parte la corsa per definire la sua destinazione.  A chiarire un po’ le cose interviene il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan: conferma come nessuna decisione sia stata presa così come nessuna definizione dei tempi entro cui agire, ma apre ad una misura a sostegno dei più poveri. Il sottosegretario Filippo Taddei precisa come quel bonus sia una tantum, non è strutturale, vale solo per quest’anno. e ne immagina la destinazione solo per contrasto ” a scuola e povertà”.

Tesoretto di carta. In ogni caso, il bonus da 1,6 mld resta una voce molto eventuale: trattasi infatti del risultato della differenza tra due stime previsionali, l’ultima più ottimista che presagisce un aumento del Pil migliore di un decimale nel 2015 (0,7% contro lo 0,6%). Appena uno 0,1% di crescita potenziale in più che solletica più di un interesse magari redistributivo ma che, con le regionali alle porte, si sospetta soprattutto elettoralistico. E del resto, quei soldi in bilancio non ci sono, il bonus è un tesoretto di carta, quei soldi sono iscritti a deficit (il differenziale, indicato nel Def, tra l’obiettivo programmatico di un rapporto deficit/Pil a 2,6% e un tendenziale di 2,5%).

“Arma di distrazione di massa”. Secondo Fabrizio Forquet del Sole 24 Ore il bonus rischia – e forse già lo è diventato –  di rappresentare soltanto “un’arma di distrazione di massa”. Mentre, dal lato dei conti con la realtà, quelli ufficiali e già messi a bilancio, 1,6 mld di carta impallidiscono di fronte ai 16 mld veri che il Governo dovrà trovare l’anno prossimo per scongiurare che la clausola di salvaguardia si abbatta sull’economia italiana facendo scattare l’aumento dell’Iva.

Mentre, a proposito di poste molto eventuali, anche i 5,2 mld programmati in risparmi nel Def dovranno arrivare una volta vinte tutte le resistenze degli enti locali sul piede di guerra per i tagli, e 3,3 mld giungeranno dal recupero dell’evasione fiscale. Va ricordato, infine, come praticamente tutte le stime previsionali di questi anni su Pil e crescita sono state sempre frustrate dalla realtà dei dati.

Assegno di disoccupazione e buona scuola. Nel dettaglio le possibilità di utilizzo della somma sono ancora molte anche se le più accreditate sembrano riguardare o un potenziamento dell’Asdi, l’assegno di disoccupazione mensile che verrà riconosciuto a chi, scaduta la Naspi (che partirà a maggio), non ha trovato impiego e si trova in una condizione economica di bisogno, o un aumento della platea per il bonus degli 80 euro estesa agli quindi agli incapienti, ovvero a coloro che hanno un reddito sotto gli 8.000 euro, la soglia minima per chi ha usufruito del bonus fiscale varato dal Governo lo scorso anno (la soglia superiore è di 26 mila euro).

Una ipotesi è quella di destinare una parte delle risorse per l’attuazione della “Buona Scuola” prioritariamente per l’alternanza scuola lavoro (solo 100 milioni l’anno fino ad ora garantiti) e per i meccanismi premiali agli insegnanti (ai quali fin qui sono stati destinati 200 milioni) senza escludere fondi in più per l’edilizia scolastica ma non puntando sulla stabilizzazione dei precari.

Bonus 80 euro esteso. In quest’ultimo caso, però, si dovrebbe modulare l’intervento individuando più ristrette ‘sottocategorie’ (lavoratori autonomi, dipendenti, pensionati al minimo) perché altrimenti le necessità finanziarie potrebbero essere molto più ingenti.

Utilizzando a questo fine tutti gli 1,6 miliardi messi sul piatto dalle ipotesi governative, l’aiuto sarebbe per il 2015 da 376 euro a testa, quindi da 47 euro al mese da maggio a dicembre. Certo, si tratta di poco più della metà rispetto agli 80 euro mensili riconosciuti a chi ha redditi un po’ più alti (fino a 26mila euro lordi), ma l’intensità dell’aiuto sarebbe progressiva, misurata in proporzione al reddito dichiarato.

Inevitabilmente, se la platea dei beneficiari si allarga, si alleggerisce l’aiuto che arriva a ciascuno di loro. Ampliando la misura ai pensionati, che in circa 3,5 milioni di casi non raggiungono gli 8mila euro all’anno, si attesterebbe a 26 euro mensili pro capite, che scendono a 18 euro se si abbracciano anche gli autonomi. (Gianni Trovati, Sole 24 Ore).

Opposizioni contro Renzi. Dalle opposizioni si ribadisce invece lo scetticismo sull’esistenza stessa del bonus e mentre Renato Brunetta definisce il premier Matteo Renzi ”spudorato”, Maurizio Gasparri, afferma che ”parlano di un inesistente tesoretto per farsi la campagna elettorale, ma hanno già in mente di aumentare l’Iva”. Matteo Salvini, leader della Lega, ribadisce poi che ”con quei soldi innanzitutto devono togliere l’Imu sui terreni agricoli e poi pensare agli esodati. Se così non fosse, gli blocchiamo i lavori alla Camera e al Senato”.