Pagheremo meno le cartelle Equitalia? Ipotesi taglio dell’aggio dal 9 al 7%

Pubblicato il 15 Maggio 2012 11:28 | Ultimo aggiornamento: 15 Maggio 2012 11:31

ROMA – Il ministero dell’Economia sta studiando un decreto per diminuire dal 9 al 7% la percentuale che i cittadini pagano ad Equitalia su ogni cartella esattoriale (costo che viene chiamato aggio). E questo per allentare la tensione sull’ente di riscossione aspettando l’entrata in vigore del Salva italia che prevede che l’aggio del 9% debba essere adeguato ai costi effettivi sostenuti da Equitalia e non più come percentuale su ogni multa.

Su ogni cartella emessa (ovvero per ogni multa contestata) Equitalia chiede al cittadino due ulteriori oneri che trattiene per sé: un aggio del 9% della somma richiesta, come costo della riscossione, e il pagamento del rimborso delle spese fisse. Il costo dell’aggio è ripartito, ma solo nei primi 60 giorni, tra contribuente ed ente creditore. Infatti, se il contribuente onora la cartella esattoriale nei 60 giorni successivi al ricevimento del documento il costo del servizio di riscossione è fissato nel 4,65% e il restante 4,35% è a carico dell’ente creditore (Stato, comuni, enti ecc.). Se non lo fa, però, deve pagare quel 9% da solo. Ed ecco perché molte cartelle Equitalia sono notevolmente “gonfiate” rispetto all’effettiva multa.

Per tentare di ridurre i costi a carico del cittadino e allentare la tensione intorno a Equitalia, dunque, il ministero tenta di ridurre gli oneri aggiuntivi alle multe, quelle che il cittadino paga direttamente a Equitalia per i costi di riscossione. Il decreto, insieme a quello che prevede la compensazione per le aziende tra oneri e crediti con lo Stato, dovrebbe essere presentato da Mario Monti giovedì, quando il premier farà visita all’Agenzia delle Entrate.

Il decreto sull’aggio tenta quindi di ridurre gli oneri delle riscossioni aspettando l’entrata in vigore del decreto Salva Italia (al più tardi a gennaio 2014) che, di fatto, rivisiterà drasticamente le attuali remunerazioni e rimborsi chiesti da Equitalia. Se infatti finora questi costi aggiuntivi vengono caricati su ogni cartella esattoriale, dopo l’entrata in vigore del Salva Italia saranno calcolate in base all’effettivo andamento di tutte le riscossioni effettuate dall’ente, agli indicatori di efficienza e alla prestazione effettivamente fornita.