Buone notizie per l’Eurozona: il Pil cresce dell’1%, oltre le aspettative. Italia stabile al +0,4%

Pubblicato il 13 agosto 2010 11:14 | Ultimo aggiornamento: 13 agosto 2010 12:54

In crescita il Pil di Eurolandia nel secondo trimestre 2010: secondo la stima flash di Eurostat, la crescita è stata dell’1%, contro una previsione degli economisti dello 0,7%. Il dato è lo stesso per l’Ue-27. Su base annua la crescita è stata dell’1,7%. L’Italia è stabile, come il primo trimestre, a 0,4%. Meglio la Germania (+2,2%), la Francia (+0,6%), e Regno Unito (+1,1%). Resta segno positivo anche in Spagna e Portogallo (+0,2%), mentre in Grecia si accentua la recessione (-1,5%, rispetto al -0,8% del primo trimestre).

Il tasso di crescita dell’1% segnato nel secondo trimestre rispetto al primo e’ il piu’ forte dal 2006, ed e’ relativo ad un trimestre segnato pesantemente dalla crisi greca, che ha avuto il culmine a maggio e ha spinto i governi europei a varare misure rigorose di contenimento del deficit. La crescita dell’Ue – trainata dalla Germania che ha registrato l’espansione piu’ forte dai tempi della riunificazione – supera le previsioni anche su base annua, con un +1,7% contro il +1,4% atteso dagli economisti e in decisa accelerazione da +0,6% del primo trimestre.

Gia’ la scorsa settimana il presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet, aveva anticipato una crescita Ue ”davvero eccezionale” nel secondo trimestre, spiegando che anche il terzo trimestre, quello compreso fra luglio e settembre, sarebbe andato meglio del previsto. Proprio Trichet, tuttavia, ha avvertito che la seconda parte dell’anno sara’ meno forte della prima e che la crescita e’ discontinua e disomogenea, come dimostra lo spaccato per paesi con la Germania in fortissima espansione e la Grecia ancora in recessione. Proprio nel secondo semestre, del resto, cominceranno ad avvertirsi gli effetti dei forti tagli di bilancio varati (anche dalla Germania, che si e’ data un piano di austerity piu’ forte degli altri).

E la ripresa dell’Ue, della Germania in particolare, e’ trainata soprattutto dall’export che procede a gonfie vele grazie in particolare alla domanda asiatica, che pero’ e’ destinata a rallentare come testimoniano le ultime statistiche sull’economia cinese. In che misura la ripresa europea sia dovuta al boom delle esportazioni verso l’Asia potranno dirlo in dati, in pubblicazione il prossimo mese, che contengono lo spaccato delle varie componenti della crescita registrata nel secondo trimestre.

Nei sedici Paesi della zona dell’euro nel mese di giugno il commercio con il resto del mondo ha visto un surplus di 2,4 miliardi di euro, mentre nell’intera Unione europea si e’ registrato un deficit di 9,6 miliardi. A maggio, in Eurolandia, il dato era rosso, con -3,3 miliardi. Lo rileva Eurostat, l’ufficio europeo di statistica, che nello stesso mese di un anno fa registrava per l’eurozona un eccedente di 5,2 miliardi di euro e per l’Ue-27 un deficit di 4,1 miliardi.

Negativo, per il primo semestre 2010, il dato per l’Italia (-11,2 miliardi di euro), che assieme a Gran Bretagna (-42,8 miliardi), Francia (-25,6) e Spagna (-21,3) fa registrare i deficit maggiori. In Eurolandia a giugno, rispetto a maggio, le esportazioni sono aumentate del 5,2% e le importazioni del 4,3%, mentre nell’Unione europea l’export e’ salito del 5,8% e l’import del 5,2%. In particolare, da gennaio a marzo 2010, sono aumentate le esportazioni dall’Ue verso Cina (+42%), Brasile (+51) e Turchia (+37%).