Fiat, Airaudo: “Cig straordinaria? Altri soldi non sono la soluzione”

Pubblicato il 23 settembre 2012 13:37 | Ultimo aggiornamento: 23 settembre 2012 13:38

ROMA – “Non ci si può più limitare a calcolare quali altri ammortizzatori sociali servano alla Fiat per non chiudere le fabbriche in Italia. La cassa in deroga, tra l’altro, è a carico della fiscalità generale e dunque degli italiani. E non è una soluzione”. A dirlo, in un’intervista a Repubblica, è il responsabile Auto della Fiom Giorgio Airaudo, secondo cui nei risutati dell’incontro di sabato tra governo e Lingotto ”non c’è traccia di un impegno della Fiat in Italia”.

”Il governo e i suoi ministri avrebbero dovuto chiedere alla Fiat di impegnarsi su quattro punti, i prodotti, gli investimenti, i tempi e l’occupazione. Quanto, quando e dove investire. E’ l’unico modo per uscirne – sostiene Airaudo – Invece abbiamo solo una lista di buone intenzioni. La Fiat promette di investire, ma solo ‘al momento idoneo’, dunque non oggi. Non mi sembra un passo avanti”.

”Marchionne ha in cassa tra i 18 e i 20 miliardi e vuole rimanere liquido per completare l’acquisizione in Chrysler, ma non è pensabile che siano i cittadini italiani a pagare una fetta della casa automobilistica Usa”, sottolinea Airaudo, che torna a proporre ”l’apertura del mercato ad altri produttori di auto”, perche’ ”non si può pretendere che la Fiat sia l’unica casa automobilistica italiana ma produca e investa solo all’estero”.

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