Fonsai: nel Cda risposta a Mediobanca, nominato advisor

Pubblicato il 9 Dicembre 2011 21:39 | Ultimo aggiornamento: 9 Dicembre 2011 21:52

MILANO, 9 DIC – I Ligresti mettono a punto le contromosse su Fonsai. Dopo l'affondo di Mediobanca, che ha chiesto in modo perentorio alla compagnia di varare un aumento di capitale fino a 600 milioni, il cda del gruppo, espressione nella sua maggioranza dell'azionista di controllo Premafin, sara' chiamato lunedi' a prendere i primi provvedimenti per rimettere in sicurezza i ratio patrimoniali.

In agenda c'e' la nomina di un advisor a cui affidare il compito di studiare la situazione della compagnia e individuare le misure piu' opportune per ridare ossigeno al patrimonio, misure che potrebbero essere esaminate gia' dal cda in agenda il prossimo 21 dicembre. La scelta verra' sottoposta al consiglio dall'amministratore delegato, Emanuele Erbetta, e dal presidente di Fonsai, Jonella Ligresti. I nomi che sono circolati in questi giorni sono quelli di Goldman Sachs, Rothschild e Lazard.

Ma Fonsai, affiancata da uno studio legale, sta anche preparando una risposta scritta alla lettera di Mediobanca, certamente poco gradita, anche per le sue modalita', a buona parte del management e agli azionisti di controllo. Fonti vicine al cda hanno parlato di ''indebite pressioni'' da parte di Piazzetta Cuccia, con effetti negativi sul titolo, ormai in caduta libera in Borsa dove oggi ha toccato un nuovo minimo storico (-2,85% a 0,93 euro, tra i pochi esclusi dai festeggiamenti di Piazza Affari per i risultati del vertice Ue).

I motivi che hanno spinto Mediobanca a un'iniziativa cosi' decisa – appoggiata anche da Unicredit, l'altro grande creditore dei Ligresti – sono chiari: la banca guidata da Alberto Nagel, esposta verso Fonsai con prestiti subordinati per quasi 1,1 miliardi, considera la situazione in cui versa la compagnia molto pericolosa e la gestione deludente. Il margine di solvibilita', al 111% a fine settembre, e' lontano dal livello di sicurezza del 120% e lo sarebbe ancora di piu' senza i benefici del decreto anticrisi.

Non e' piu' tempo di tergiversare, ragiona Mediobanca, ma occorre ricapitalizzare mettendo da parte ipotesi, come quella della newco sulle partecipazioni strategiche (su cui nutre dubbi anche l'Isvap) che assomigliano piu' a soluzioni-tampone finalizzate ad evitare la perdita del controllo di Fonsai da parte di Premafin. Mediobanca si e' offerta di organizzare l'operazione facendosi carico di trovare un cavaliere bianco (industriale o finanziario) nel caso in cui i Ligresti non potessero seguire l'aumento. L'esperienza dice pero' che Salvatore Ligresti, alle prese con problemi di indebitamento in tutte le sue holding, non accettera' tanto facilmente di mollare la presa sulla 'sua' compagnia. Ma come resistere al pressing delle banche? Dipendera' anzitutto da che cosa dira' l'advisor sull'aumento di capitale ed, eventualmente, sul suo ammontare. I Ligresti, seguiti in questa fase da Banca Leonardo, potrebbero cercare loro stessi – ma si tratta solo di ipotesi – un alleato, magari aprendo Premafin a un nuovo socio da cui farsi finanziare per evitare la diluizione in Fonsai.