General Motors: rosso da 4,3 miliardi di dollari, ma può tornare in utile già entro il 2010

Pubblicato il 7 Aprile 2010 20:22 | Ultimo aggiornamento: 7 Aprile 2010 20:22

Detroit, sede della General Motors

General Motors presenta i suoi conti e si vedono gli effetti tutto sommato positivi della massiccia cura di aiuti statali voluta da Barack Obama. Nel periodo dal 10 luglio, giorno in cui è stata creata la nuova Gm dopo la bancarotta, al 31 dicembre dello scorso anno ha registrato ricavi per 57,5 miliardi di dollari, a fronte di una perdita di 4,3 miliardi. Lo comunica la casa di Detroit, che intravede chance di tornare in utile già da quest’anno.

Dopo l’uscita dalla bancarotta, nei quasi sei mesi in cui la nuova Gm ha operato, la liquidità netta è stata di 1 miliardo di dollari. «Come mostrano i risultati del 2009 c’è ancora molto lavoro da fare» ha spiegato il vice presidente e responsabile finanziario di Gm, Chris Liddell approdato al colosso automobilistico Usa all’inizio dell’anno dopo un periodo in Microsoft. «Tuttavia – ha aggiunto – continuo a credere che raggiungeremo il profitto quest’anno».

Nel quarto trimestre Gm ha registrato 32,3 miliardi di dollari di ricavi e una perdita di 3,4 miliardi di dollari. Al 31 dicembre 2009, la casa automobilistica aveva debiti per 15,8 miliardi di dollari.  Il rosso 2009 include 2,9 miliardi di dollari prima delle tasse di pagamenti per il piano sanitario dei lavoratori della United Auto Workers andati in pensione e 1,3 miliardi di dollari di perdite legate al cambio.

«Restiamo impegnati – ha affermato Liddell – a ripagare i fondi ottenuti dagli Stati Uniti e dal Canada entro giugno. La maggior parte dei 50 miliardi di dollari presi in prestito, sono stati convertiti in un 61 % d’interessi in azioni in mano al Treasury Department, il Dipartimento del Tesoro americano. L’unico modo che ora il Tesoro ha per recuperare il debito è attraverso la vendita del suo stock di azioni. Liddell ha dichiarato di continuare a valutare il ritorno in Borsa il prima possibile, ma solo «quando i mercati finanziari e quello automobilistico saranno pronti».