Generali guarda in Russia: pronta a investire 300 milioni in Vtb (VneshTorgBank)

Pubblicato il 7 Febbraio 2011 21:19 | Ultimo aggiornamento: 7 Febbraio 2011 21:31

Diego Della Valle

MILANO – Generali è pronta a mettere un nuovo ‘chip’ in Russia. Dopo Ingosstrakh, potrebbe investire fino a 300 milioni di dollari (pari a 220 milioni di euro) in Vtb, la seconda banca del Paese, ora all’85,5% in mano al governo, per la quale è avviata la privatizzazione di una tranche del 10%.

Intanto dopo la richiesta di Diego Della Valle al Cda del Leone di valutare l’uscita da Rcs, resta teso il clima tra i soci del gruppo editoriale. Si sono avviati i contatti in vista del chiarimento atteso al patto del 16 febbraio, mentre un primo confronto è possibile già questa settimana, venerdì 11 febbraio, al Cda Rcs sui risultati preliminari del 2010. Tra le varie ipotesi circolate, una riferita dalla stampa nel week-end ha chiamato in causa anche una volontà di Della Valle di dare disdetta al patto (al quale è formalmente vincolato fino al marzo 2014), trovando anche altri soci industriali interessati a seguirlo per formare un presunto contro-patto.

Allo stato appare uno scenario piuttosto improbabile, che testimonia comunque l’attesa per le prossime mosse dell’imprenditore marchigiano. La vicenda Generali-Rcs si sta tra l’altro delineando come una sorta ‘prima’ nel capitalismo di intrecci all’italiana, posto alla prova dei nuovi regolamenti sulle parti correlate e, nuovamente, al confronto dei possibili conflitti di interessi in campo.

Il presidente del Leone Cesare Geronzi siede nel patto Rcs ed è nel consiglio della Quotidiani. Mentre Della Valle oltre al ruolo di indipendente delle Generali è nel patto Rcs, nei cda della Rcs MediaGroup e della Quotidiani. Mediobanca, infine, ha a Trieste due vice presidenti e un consigliere (Vincent Bolloré, Alberto Nagel e Francesco Saverio Vinci). Nel patto Rcs, Piazzetta Cuccia è invece rappresentata dal presidente Renato Pagliaro, che è anche vice presidente del gruppo editoriale (Piazzetta Cuccia indica anche un secondo consigliere Rcs, Alberto Rosati).

Ipotizzando che si arrivi davvero al cda del 23 febbraio delle Generali al voto sulla cessione Rcs (da prassi, comunque, è ragionevole supporre che il tema posto da un consigliere in Cda venga affrontato), il tema delle parti correlate in senso stretto centrerebbe solo se la quota venisse poi effettivamente venduta a un soggetto ‘correlato’ (per Generali all’interno del patto Rcs sono ‘parti correlate’ Mediobanca e Della Valle).

La questione però diventa meno chiara, e su questo starebbero riflettendo anche gli indipendenti del Leone, considerando ad esempio gli incarichi dei vari soggetti o il fatto che formalmente oggi il patto del gruppo editoriale prevede l’offerta pro-quota delle azioni eventualmente cedute da un socio internamente al patto.

Secondo una valutazione più ampia della materia, allora, anche solo la decisione di cedere Rcs potrebbe diventare tema regolato dalle procedure sulle parti correlate. Quanto a Vneshtorgbank (Banca per il Commercio Estero), per Generali si tratterebbe di un investimento finanziaria, realizzato in un’ottica di diversificazione. Rispetto alla volontà del governo russo di cedere una quota del 10% di Vtb, per circa 3,6 miliardi di dollari, il Leone dovrebbe attestarsi a poco meno dell’1% del capitale, mentre anche il fondo Tpg viene indicato tra gli interessati, con un investimento possibile di circa 100 milioni di dollari.

Per Generali è comunque un segnale di attenzione verso un paese come la Russia, in cui è già presente, assieme all’alleato ceco Ppf Investments, con il 38,4% in Ingosstrakh, compagnia assicurativa controllata dall’oligarca Oleg Deripaska e su da tempo sono in corso trattative che allo stato non sembrano aver sortito risultati. Il road show di Vtb iniaziato oggi si dovrebbe concludere l’11 febbraio.