Giornalisti pensionati Veneto: solidarietà fra generazioni, in salsa corporativa

Pubblicato il 16 Giugno 2015 12:52 | Ultimo aggiornamento: 16 Giugno 2015 12:58
Giornalisti pensionati Veneto: solidarietà fra generazioni, spirito corporativo

Andrea Camporese, presidente dell’Inpgi. Un momento difficile per le pensioni dei giornalisti

ROMA – Il Gruppo veneto dell’Unione giornalisti pensionati ha diffuso questo comunicato, rilanciato dal blog di Franco Abruzzo. Pierluigi Franz ha criticato la posizione dei veneti, tradizionalmente vicini a una sinistra un po’ utopistica quanto estrema. 40 anni dopo, l’evoluzione ha portato a forme di solidarismo che confina nel corporativismo. Mussolini, va ricordato, nacque un po’ più a sud e era socialista.

I giornalisti pensionati del Veneto per i colleghi autonomi e precari – Incontro molto positivo tra il Gruppo giornalisti pensionati del Veneto e il Presidente nazionale dell’Unione nazionale giornalisti pensionati Guido Bossa, si è tenuto, sabato 13 giugno, nel Trevigiano. All’ordine del giorno la manovra di assestamento in discussione al Cda dell’Inpgi e tra le parti sociali e i riflessi sulle pensioni in essere. Dopo il saluto del presidente del gruppo veneto Angelo Squizzato, Guido Bossa ha esordito con un apprezzamento per il contributo che il Gruppo pensionati veneti ha dato al progetto del Sindacato veneto di creazione di un soggetto che intercetti i fondi europei 2014-2020 per dare opportunità di lavoro ai giornalisti autonomi e precari.

Un chiaro segnale verso quel patto di solidarietà intergenerazionale che dovrà contraddistinguere, secondo il gruppo veneto dell’Unione Giornalisti Pensionati, la manovra sui conti dell’Inpgi annunciata dai vertici dell’Istituto di Previdenza.

Appunto solidarietà ed equità stanno alla base di una riforma alla quale tutti devono contribuire, chi è in attività e chi è in pensione. Quindi, ha detto Bossa, ricordando alcune anticipazioni del Presidente dell’Inpgi, Andrea Camporese, nel corso del recente incontro tra il Cda dell’Istituto e la Giunta della Fnsi con la Consulta delle Associazioni di stampa, anche i pensionati sono disponibili a dare il proprio contributo.

Il collega del Gruppo veneto pensionati, Pietro Ruo, ribadendo la necessità che tutti facciano la propria parte per rimettere in sesto i conti dell’Inpgi, ha messo in guardia contro il rischio di uno scontro tra chi è al lavoro o è precario e i giornalisti pensionati percepiti erroneamente come privilegiati.

Dagli interventi è emersa comunque la consapevolezza della gravità della situazione occupazionale del settore dell’editoria. La crisi, nell’ultimo quinquennio, ha causato la perdita di quasi un quinto della forza lavoro in seguito a centinaia di crisi aziendali. Ad oggi sono meno di 16 mila i giornalisti occupati quando nel 2009 erano 19 mila. Solo nel 2014 sono stati persi più di mille posti di lavoro.

La conseguenza della crisi occupazionale è stata il calo della massa delle retribuzioni che sorregge il welfare dei giornalisti italiani. Ed è questa – è stato sottolineato da Enrico Ferri, esponente del Sindacato giornalisti del Veneto e sindaco dell’Inpgi, la causa principale dello sbilancio tra contributi e prestazioni erogate dall’Inpgi che nonostante tutto chiude il bilancio con un segno più anche nel 2014 grazie alla gestione del patrimonio mobiliare e immobiliare.

Il nodo vero da sciogliere quindi – ha concluso Bossa – è l’occupazione, l’allargamento della base contributiva è la via maestra per riportare in equilibrio il sistema. Un sistema di welfare che eroga e continuerà ad erogare prestazioni, anche dopo la riforma, di gran lunga superiori all’Inps.