L’impresa muore di burocrazia. E di fisco, giustizia, energia cara…

Pubblicato il 4 Luglio 2013 6:00 | Ultimo aggiornamento: 3 Luglio 2013 19:16
I 5 fattori anti-sviluppo: burocrazia, fisco, giustizia, lavoro, energia

I 5 fattori anti-sviluppo: burocrazia, fisco, giustizia, lavoro, energia

ROMA – L’impresa muore di burocrazia. E di fisco, giustizia, energia cara… L’appello del presidente di Confindustria per puntare a una crescita sostenuta, si scontra con l’incapacità attuale a creare le condizioni per investire in Italia, attrarre capitali, fare sviluppo. Giorgio Squinzi invita Governo e politica a fare di più, le misure attuali non bastano, troppo piccola la risalita che si inizia a intravedere per fine anno: lo 0,3-0,4% è una crescita che non serve a creare occupazione, bisogna puntare a traguardi più ambiziosi, almeno il 2 o il 3%.

Sì, ma come? Il Sole 24 Ore del 3 luglio propone un elenco ragionato degli ostacoli, delle resistenze, delle criticità che frenano lo sviluppo e misurano il grado di impotenza nei confronti di una crisi sistemica del nostro apparato produttivo. Burocrazia opprimente, fisco esoso, giustizia lenta, mercato del lavoro ingessato, costo dell’energia non concorrenziale: questi i 5 ambiti che vanno aggrediti senza indugi.

Burocrazia. Basti un dato: per chi fa impresa servono 269 ore l’anno in media per adempiere a tutti gli obblighi burocratici, nella speciale classifica l’Italia si piazza al 73° posto, di gran lunga in ritardo rispetto ai principali partner europei. La somma degli innumerevoli adempimenti, è la prima causa ad incidere negativamente per l’avvio di una impresa.

Fisco. Il total tax rate è al 69%: significa che su 100 euro di utile l’impresa ne devolve 69 ai vari esattori (Stato, enti locali). Il confronto con l’estero è mortificante: nel Regno Unito siamo al 37%, del 48% in Germania, del 57% in Spagna. Il problema non è solo delle imprese, ma incide anche sui bilanci familiari, stornando risorse importanti per i consumi: la pressione fiscale sulle famiglie è arrivata al 44,6%, che diventa il 53,6% se si aggiunge l’economia sommersa.

Mercato del lavoro. Il numero dei disoccupati è altissimo: siamo al 12,2% di tasso di disoccupazione, con il 38,5% tra i giovani italiani attivi (nell’area euro siamo al 23,8%). Questo il quadro. Tra i fattori più negativi il peso del cuneo per chi deve assumere  che si riflette sul costo del lavoro (27 euro l’ora) a fronte di una produttività media (58 euro l’ora) troppo più basso dei partner europei (Francia 76 euro, Germania 73 euro). Sulla flessibilità in ingresso (oggetto tra l’altro della manutenzione della Legge Fornero) e in uscita (i licenziamenti) l’Italia è al 136° posto su 144 paesi.

Giustizia. Servono ben 14 mesi (493 giorni) in media per arrivare solo al primo grado di giudizio nei contenziosi civili. Per arrivare all’ultimo grado, in Corte di Cassazione, ne servono 8, ma di anni. In Francia servono tre anni, in Spagna 2.

Energia. Il prezzo medio annuo dell’energia, depurato dall’Iva, per le imprese medio-piccole, è di 184 euro ogni megawattora: in Spagna ne servono 32 in meno, in Francioa addirittura 83.